Alimentazione consigliata in caso di calcoli renali - Dr.ssa Cultrera Concetta

Alimentazione consigliata in caso di calcoli renali

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La calcolosi renale (anche nefrolitiasi) è una patologia caratterizzata dalla formazione di piccole masse, i cosiddetti calcoli, ovvero delle piccole pietruzze costituite da acido urico e cristalli di sali di magnesio, ammonio e calcio (la gran parte dei calcoli renali contiene calcio e di questo l’80% è sotto forma di ossalato di calcio in forma pura o associata a fosfato di calcio). I calcoli si generano per la mancata eliminazione di sostanze minerali che, in condizioni non patologiche, avviene per mezzo delle urine; si formano nei reni, ma possono anche spostarsi nelle vie urinarie o nella vescica.

Spesso i calcoli renali sono asintomatici; di norma il primo segnale di un calcolo renale è un dolore molto intenso che inizia all’improvviso quando il calcolo si muove nelle vie urinarie e ostruisce il flusso dell’urina, portando alla cosiddetta colica renale. La sola precipitazione dà luogo alla renella, insieme di piccoli aggregati cristallini che possono formarsi all’interno dei reni, e migrare nelle vie escretrici e nella vescica causando coliche o disturbi della minzione.

Rispetto ai veri e propri calcoli renali, la renella è composta da granelli con un grado di durezza e aggregazione nettamente inferiore, di conseguenza può essere espulsa più agevolmente e in maniera asintomatica o paucisintomatica (ovvero non produce sintomi di rilievo).

I fattori di rischio che portano alla formazione di calcoli nelle vie urinarie sono numerosi:

  • il sesso maschile è un fattore di rischio. Negli uomini, infatti, questa patologia incide in maniera superiore rispetto alle donne.
  • la non corretta idratazione; la scarsa assunzione di liquidi o la perdita di essi causata per esempio, da diarrea o da vomito, favorisce il ristagno e l’acidità delle urine (pH inferiore a 5).
  • predisposizione genetica ed in aggiunta infezioni croniche delle vie urinarie, disordini metabolici (ipertiroidismo e iperparatiroidismo ma anche obesità) e dieta incongrua.

Un’ alimentazione corretta dovrebbe essere la misura principale nella prevenzione dei calcoli renali tenuto conto che la composizione delle urine è direttamente correlata alla dieta.

Alimenti consigliati in caso di calcoli renali:

  • Acqua, almeno 2 litri al giorno, preferibilmente oligominerale.
  • Pane, pasta, riso, avena, orzo, farro e altri carboidrati complessi privilegiando quelli integrali a basso indice glicemico, più ricchi di fibre.
  • Latte e yogurt scremati o parzialmente scremati, almeno una porzione al giorno.
  • Formaggi, due volte alla settimana, freschi o stagionati (il Grana Padano DOP).
  • Verdura cruda e cotta, legumi e uova.
  • Olii vegetali polinsaturi o monoinsaturi come l’olio extravergine d’oliva, l’olio di riso o gli oli monoseme: soia, girasole, mais, arachidi (per il loro potere calorico controllare il consumo dosandoli con il cucchiaio).

ALIMENTI SCONSIGLIATI : gli alimenti da evitare o almeno limitare, secondo le linee guida degli studiosi americani, per prevenire la ricomparsa dei calcoli renali sono i seguenti: carne, nocciole, spinaci, tè, cioccolato, fragole, crusca di frumento, Kiwi, bevande gassate (con eccezione per quelle a base di frutta e con acido citrico).

   CONSIGLI UTILI :

  • Idratarsi adeguatamente.
  • Ridurre l’apporto di sale.
  • Controllare l’apporto di proteine di origine animale.
  • Ridurre l’apporto di zuccheri semplici.
  • Scegliere cibi con un basso contenuto di grassi saturi e privilegiare quelli con maggiore tenore di grassi monoinsaturi e polinsaturi.
  • Cucinare senza grassi aggiunti. Preferire metodi di cottura quali il vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, piuttosto che la frittura, la cottura in padella o i bolliti di carne.

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Autore
Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.

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