Bere caffè fa bene o nuoce alla nostra salute? - Dr.ssa Cultrera Concetta

Bere caffè fa bene o nuoce alla nostra salute?

caffe

Il caffè, dopo l’acqua, è la seconda bevanda più consumata al mondo. Il suo sapore ed il suo effetto stimolante hanno conquistato il palato di milioni di persone nel corso della storia.

Si beve caffè a colazione, dopo pranzo, durante la pausa pomeridiana, con i colleghi di lavoro o con gli amici, insomma ogni occasione è buona per godere di una tazzina di caffè. Sul rapporto tra caffè e salute si sentono dire molte cose, spesso senza fondamento scientifico, affermazioni che ci possono indurre a privarcene o a consumarne troppo. Al contrario, la scienza della nutrizione ha le idee molto chiare sul caffè che, non dimentichiamo, contiene caffeina, una sostanza che non va sottovalutata.

Quanti se ne possono bere? Chi lo può bere senza problemi? A chi può far male?

Vorrei innanzitutto precisare che la caffeina è una sostanza appartenente alla famiglia degli alcaloidi, un gruppo di composti assai diffusi nelle piante.
La caffeina, così come gli altri alcaloidi (atropina, nicotina, stricnina, morfina ecc.) è fisiologicamente attiva sugli animali anche a concentrazioni molto basse e probabilmente viene impiegata dalla pianta come meccanismo di difesa dagli erbivori.
Anche nell’uomo la caffeina influenza numerosissime reazioni biologiche. Alcune di queste interazioni sono favorevoli per l’organismo mentre altre sono responsabili degli effetti collaterali di questa sostanza.

La caffeina (estratta soprattutto dal caffè, Coffea arabica, famiglia Rubiaceae), appartiene al gruppo degli alcaloidi purinici come la teofillina (dal té, Camellia sinensis, fam. Theaceae), e la teobromina (dal cacao, Theobroma, famiglia Sterculiaceae).

La caffeina non è contenuta soltanto nel caffè ma si trova anche in altre piante ed alimenti. E’ il caso, ad esempio, della coca cola, dell’erba mate, del cioccolato, delle bevande energizzanti a base di Cola, dei prodotti erboristici come il guaranà, per non parlare poi degli analgesici, dei cosmetici anticellulite o dei farmaci per malattie da raffreddamento. E’ curioso notare, ad esempio, come le foglie di the abbiano un contenuto in caffeina circa doppio (2-4%) rispetto ai semi di caffè (1-2%); tuttavia, a causa del diverso metodo estrattivo, l’infuso contiene all’incirca quattro volte meno caffeina del percolato.
In ogni caso, le quantità e le sue proprietà possono incidere in varia misura sulla stimolazione della respirazione, diuresi, sistema nervoso centrale, lipolisi e altre ancora.

Come detto in precedenza, la caffeina è la sostanza psicoattiva più consumata al mondo e in purezza è presente in molti farmaci; il suo consumo può essere fatale a dosi molto elevate, difficilmente raggiungibili consumando alimenti. Generalmente, infatti, la quantità assunta attraverso il consumo di caffè, alimenti o altre bevande è modesta e non genera problemi alla salute.

In caso di consumi esagerati invece può provocare una forma di dipendenza conosciuta come “caffeinismo” che provoca sintomi più o meno acuti a seconda della sensibilità, quali: tachicardia, cattiva digestione, reflusso gastroesofageo, nervosismo, irritabilità e insonnia .

La quantità presente in una tazza di caffè all’italiana varia dai 40 agli 80 mg, è impossibile infatti stabilire con certezza il suo quantitativo perché ciò dipende dal tipo di miscela, dal metodo di preparazione e da moltissimi altri fattori. Considerando una media di 60 mg la soglia massima per i soggetti a rischio la si raggiunge con meno di 3 tazzine di caffè espresso. I gastroenterologi consigliano comunque di non superare i 3 caffè al giorno e aggiungono che questa quantità apporta sostanze utili a favorire la digestione, antiossidanti e stimola l’utilizzo dei grassi a scopo energetico.

Nel corso degli anni sono stati portati a termine numerosi studi che hanno dimostrato che la caffeina non ha effetto su malattie quali ictus, ipertensione, malattie coronariche, diabete e cancro; al contrario, si è arrivati alla conclusione che berlo in quantità moderata fa bene al corpo grazie alla sua notevole ricchezza nutrizionale.

Per chiarire che si tratta di un alimento con qualità sorprendenti, vorrei elencare nel dettaglio i motivi per cui tutti dovrebbero berlo in quantità moderate:

  • È ricco di antiossidanti: uno dei principali benefici che fornisce questa bevanda è il suo alto contenuto di composti antiossidanti, ovvero potenti molecole che hanno la funzione di inibire il danno ossidativo causato dai radicali liberi responsabili di malattie croniche e dell’invecchiamento precoce.
  • Riduce il rischio di cancro: nello specifico il cancro al fegato e al colon retto.
  • Aumenta i livelli di energia: una delle principali proprietà della caffeina è quella di avere un effetto stimolante per il cervello, aiutando ad aumentare la concentrazione ed il rendimento
  • Riduce il rischio di diabete di tipo 2: questa malattia cronica, caratterizzata da livelli alti di zucchero nel sangue, si può prevenire consumando moderatamente caffè. Grazie ad uno studio realizzato dalla Società Chimica Americana, si è constatato che le persone che bevono fino a tre tazze di caffè diminuiscono il rischio di soffrire di questa patologia tra il 23% ed il 50%.
  • Protegge il fegato: il fegato è l’organo che si incarica di portare a termine importanti compiti per la salute dell’intero organismo. Nonostante ciò, a volte, si deteriora e sviluppa malattie croniche come l’epatite o il fegato grasso. Con un altro studio, pubblicato nel 2006, si dimostrò che coloro che bevevano almeno una tazza di questa bevanda, avevano meno rischi di soffrire di cirrosi.
  • Aumenta la sensazione di benessere: l’Istituto Nazionale di Salute degli Stati Uniti ha provato, attraverso uno studio, che le persone che consumano caffè in quantità moderata hanno una riduzione del 10% di soffrire di depressione o di emozioni negative.
  • Aiuta a mantenere la salute celebrale: gli antiossidanti che contiene, insieme agli altri nutrienti essenziali, diminuiscono il rischio di contrarre malattie degenerative come l’Alzheimer o la demenza senile.
  • E’ alleato della bellezza: sia il suo consumo sia la sua applicazione diretta forniscono interessanti benefici dal punto di vista estetico. Oltre ad essersi dimostrato un grande aiuto per combattere la cellulite e l’accumulo di cellule morte, diverse compagnie dell’industria cosmetica hanno deciso di utilizzarlo come base per l’elaborazione dei loro prodotti. La sua caffeina, applicata in forma topica, favorisce la circolazione e protegge dalla comparsa precoce di rughe e macchie.

Insomma, i benefici sono molti; questa bevanda naturale è, infatti, un eccellente sostegno per la dieta e la salute ma, in tutti i casi, l’importante è non abusarne.


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Autore
Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.

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