BRUCIORE DI STOMACO COSA E’ MEGLIO EVITARE - Dr.ssa Cultrera Concetta

BRUCIORE DI STOMACO COSA E’ MEGLIO EVITARE

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Il bruciore di stomaco o pirosi gastrica è un sintomo fastidioso che può condizionare negativamente la vita di chi ne soffre. Un bruciore di stomaco occasionale può capitare a tutti, basta un pranzo o una cena a base di eccessi di fritture, salatini, salumi e cocktail. In questi casi, tuttavia il fastidio gastrico può essere intenso, ma di solito si attenua nell’arco di qualche ora, fino a sparire del tutto dopo 1-2 giorni al massimo, magari con l’aiuto di farmaci da banco con effetto anti-acido (per esempio, a base di bicarbonato di sodio o magnesio).

Le cause del bruciore localizzato alla bocca dello stomaco e che spesso si irradia fin dietro lo sterno sono imputabili, quasi sempre, a una risalita dell’acido in quantità superiori al normale. Quando questo bruciore è legato alla presenza di gastrite o ulcera è più frequente a digiuno e rimane localizzato alla bocca dello stomaco, quando, invece, è sintomo di una patologia chiamata reflusso gastroesofageo si irradia sin dietro lo sterno e compare dopo i pasti o durante la notte, e spesso in concomitanza con la sensazione di rigurgito acido.

Le condizioni che possono determinare e peggiorare l’acidità di stomaco sono sovrappeso e obesità, alcolismo e tabagismo, dieta inadeguata, sedentarietà, stress,  malattie dell’apparato gastro-enterico come ernia iatale, infezione da Helicobacter Pylori e altre. Nella gran parte dei casi l’acidità è però causata da alimenti che ingeriamo e che influenzano la quantità di acido prodotto dallo stomaco. Il bruciore di stomaco è, infatti, sempre generato da una iperproduzione di succhi digestivi che risalgono per lo sfintere esofageo, che di norma dovrebbe ostacolare questo passaggio, ma in caso di rilassamento o non funzionamento corretto provoca un versamento dei succhi gastrici nell’esofago che, se persistenti, possono creare danni più o meno importanti.

Pertanto con l’alimentazione possiamo scegliere di peggiorare o migliorare questa condizione. Mangiare gli alimenti giusti è fondamentale per prevenire o combattere questo disturbo fastidioso.

I cibi da evitare o ridurre sono:

  • Cioccolato: questo alimento contiene molti grassi che allungano i tempi di digestione, e molta caffeina, la quale può rilassare lo sfintere esofageo lasciando fuoriuscire i succhi gastrici. Essendo una sostanza rilassante favorisce il rilascio degli ormoni del piacere nell’organismo, per questo motivo allenta ulteriormente la tenuta dello sfintere esofageo. Il cioccolato non è, dunque, adatto a chi soffre frequentemente di bruciori di stomaco.
  • Fritture: bisogna cercare di non abusare nell’assunzione di cibi fritti.
  • Agrumi: in quanto ricchi di acidi è preferibile non assumerli da soli.
  • Pomodori freschi o in scatola: sono ortaggi molto salutari ma altrettanto acidi, per questo sono da ridurre o evitare.
  • Pizza: in alcuni casi il colpevole è il pomodoro, in altri è l’impasto. Un impasto veloce, per il quale non sono stati rispettati i tempi di lievitazione e fermentazione, causerà al 90% bruciore di stomaco e cattiva digestione. Le condizioni peggiorano se ad una bella pizza associamo una birra fredda o una coca.
  • Carni grasse e insaccati: limitarne il consumo.
  • L’alcool: vino e birra soprattutto possono scatenare il bruciore di stomaco. Questo perché l’alcool rilassa lo sfintere esofageo, permettendo ai succhi gastrici di risalire. La situazione peggiora se si beve alcool durante un pasto abbondante, in quanto il rischio di reflusso gastrico aumenta. Se si desidera bere una bevanda alcolica durante un pasto, è consigliabile mangiare porzioni piccole per ridurre il rischio di bruciore allo stomaco.
  • Bevande gassate: in questo caso è l’anidride carbonica in esse contenuta a essere dannosa. Le bollicine provocano l’apertura dell’esofago che fa risalire i succhi gastrici
  • Caffè: ogni bevanda contenente caffeina può creare bruciori di stomaco. La caffeina rilassa lo sfintere esofageo, permettendo così ai succhi gastrici di risalire. Anche il caffè decaffeinato è altamente acido, nonostante non contenga caffeina. La parola chiave, in questi casi, è la moderazione: un caffè al mattino va bene, l’importante è non abusarne durante la giornata.

 

Consigli utili: Evitare pasti abbondanti; evitare di esagerare con le verdure; effettuare almeno 5 pasti al giorno: colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena; evitare di consumare la frutta dopo il pranzo e dopo la cena; evitare i lunghi digiuni; evitare di coricarsi subito dopo il pasto; evitare di bere tanta acqua durante i pasti; limitare il più possibile il consumo di alimenti o bevande troppo calde o troppo fredde; masticare lentamente.


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Autore
Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.

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