COSA SONO LE CEFALEE DIGESTIVE - Dr.ssa Cultrera Concetta

COSA SONO LE CEFALEE DIGESTIVE

cefalee

E’ indubbio che un pasto impegnativo e pesante, dovuto principalmente dall’assunzione di particolari alimenti e bevande, tra cui il vino bianco, può provocare cefalea ed emicrania.

Esiste una forte correlazione tra mal di testa e cattiva digestione e il collegamento tra queste due problematiche deriva dal nervo vago, chiamato anche nervo pneumogastrico o nervo X del cranio. Questo nervo è il decimo delle dodici paia di nervi cranici o encefalici. Parte dal tronco encefalico e si diffonde verso molti organi, in particolare quelli digestivi.
Numero studi scientifici hanno dimostrato che chi soffre di mal di testa risulta avere il tronco dell’encefalo più sensibile, come una sorta di “piccola infiammazione latente”. Quando si inizia ad ingerire del cibo, infatti, il nervo vago invia immediatamente segnali al tronco dell’encefalo affinché inizi il processo digestivo. Se il tronco dell’encefalo è troppo sensibile, può sviluppare una sorta di “corto circuito” che si traduce in cefalea o emicrania.
Vi sono altre situazioni in cui l’area addominale diventa protagonista di un problema cervicale e dell’infiammazione a livello del tronco dell’encefalo. Tra questi vi sono le cicatrici addominali che spesso rappresentano un grosso problema posturale.
I problemi cervicali possono causare problemi digestivi per tre motivazioni fondamentali:
1) Accumulo di stress emotivo.
2) Un’alimentazione non equilibrata per troppo tempo.
3) Insorgenza di problemi ai muscoli e alle vertebre cervicali.

In particolare, il nervo vago e il tronco dell’encefalo ricevono influenze dalle prime tre vertebre cervicali e dai loro muscoli. Questa è la motivazione per cui i problemi cronici alla colonna cervicale possono causare contemporaneamente mal di testa e problemi digestivi.

Sia nei casi in cui un individuo possiede un mal di testa scatenato dalla digestione, sia che si abbia un dolore cervicale il quale accompagna a problemi di stomaco, la soluzione consiste sempre nel rendere il tronco dell’encefalo meno sensibile tramite esercizi mirati al rachide cervicale, il nervo vago più forte tramite un’alimentazione altamente equilibrata e la riduzione dello stress emotivo legato soprattutto allo stile di vita.
Molti studiosi hanno evidenziato, infatti, che con l’identificazione ed eliminazione dei cibi non tollerati si riducono nettamente i sintomi del mal di testa.

Gli alimenti assolutamente da evitare sono : quelli conservati oppure liofilizzati, le salse di pomodoro con additivi e conservanti responsabili degli attacchi; le bevande alcoliche, specialmente il vino rosso che contiene dosi elevate di tiramina, una sostanza che determina un aumento di adrenalina nel sangue; il cioccolato poiché il cacao contiene una sostanza che altera la produzione di serotonina implicata nelle crisi di emicrania; crauti e patate che, come il vino rosso, comprendono la tiramina; dadi da brodo e altri cibi confezionati i quali possono contenere glutammato di sodio, utilizzato per migliorare il sapore degli alimenti.
Qualora il mal di testa si ripresentasse ad intervalli di tempo molto ravvicinati nella stessa giornata e dura da qualche giorno, potrebbe essere utile verificare quali sono gli orari d’insorgenza e se questi hanno una relazione coi pasti.
Un buon sistema per farlo, che può essere d’aiuto anche per orientare il proprio medico, consiste nel compilare per qualche giorno un diario alimentare nel quale sono indicati i tipi di alimenti assunti, le quantità, gli orari dei pasti e la comparsa del disturbo.
Bisognerebbe mangiare ad intervalli regolari di tempo, senza rimanere troppo a digiuno, dato che l’ipoglicemia è una causa scatenante del mal di testa, ottimizzando la digestione.


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Autore
Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.

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