Come curare le cistite con la giusta alimentazione - Dr.ssa Cultrera Concetta

Come curare le cistite con la giusta alimentazione

Cistite

La cistite è un’infiammazione molto fastidiosa della vescica, generalmente riconducibile ad un’infezione. Costituisce una tra le più frequenti patologie del tratto urinario e interessa prevalentemente il sesso femminile.


I casi più lievi si risolvono spontaneamente nel giro di qualche giorno; tuttavia, alcuni soggetti tendono ad avere delle ricadute frequenti che necessitano una cura specifica.
I Sintomi più frequenti sono: bruciore alla minzione, la necessità di urinare spesso, oppure l’urgenza di dover fare pipì.

Per avere diagnosi certa della natura della problematica occorre effettuare una analisi delle urine ma è anche vero che la protezione dell’apparato urinario la si attua già sedendosi a tavola, esiste infatti anche un’alimentazione consigliata per combattere questa infezione delle vie urinarie nella sua fase acuta ma anche in prevenzione, soprattutto se il problema compare in maniera recidiva da diverso tempo.

Innanzitutto bisogna avere cura di idratare e acidificare correttamente la dieta. Vediamo in che modo:

L’idratazione

Occorre favorire la diuresi, stimolata da una corretta idratazione, che ha effetti preventivi. Permette infatti l’eliminazione dei batteri dalle vie escretrici. Inoltre se unita a cibi ricchi di fibre, l’idratazione favorisce la motilità intestinale contribuendo alla regolarità delle evacuazioni e alla riduzione della proliferazione di batteri fecali che sono una delle cause di infezione a livello delle vie urinarie. Dunque se normalmente si bevono circa 1 litro e mezzo di acqua al giorno, quando le vie urinarie sono infiammate è necessario arrivare almeno a 2 litri (meglio 3) in questo modo i batteri che stanno causando il problema vengono diluiti e più facilmente espulsi tramite l’urina.

L’acidificazione

Un regime alimentare con elevato residuo acido aiuta a diminuire il pH delle urine (ed è un fattore molto positivo poiché alcuni batteri non crescono a pH bassi) e favorisce la minore adesione dei batteri alle pareti delle vie escretrici. Occorre quindi aumentare il consumo di cibi a effetto acidificante (con residui di cloro, fosforo e zolfo) e diminuire quelli alcalinizzanti (con residui di calcio, magnesio, sodio e potassio).

COSA METTERE A TAVOLA?

Cibi acidificanti

Pane bianco e di farina di grano duro, pane di segale e di farina di segale, pasta all’uovo, fiocchi di avena, riso, spaghetti. Fra i legumi: lenticchie secche e fagioli. Alcune carni (manzo e maiale magro, bistecca magra o mista, tacchino, pollo e vitello). Fra i pesci: fletto di merluzzo e acciughe. Tra i formaggi e latticini optare per il camembert, cheddar, gouda e grana. Infine tuorlo d’uovo, arachidi non trattate e noci.

Inoltre fra gli alimenti consigliati vi sono ancora:

  • Verdurae cerali: almeno una porzione a pasto per apportare vitamine, sali minerali e antiossidanti. Fra queste vanno anche inclusi il sedano e prezzemolo che svolgono una azione diuretica, l’aglio e la cipolla per le proprietà antimicrobiche e immunostimolanti. I cereali devono essere preferibilmente integrali.
  • Frutta: Il quantitativo indicato sono tre frutti al giorno, meglio consumati con la buccia, dopo averli ben lavati, alternando i colori per differenziare l’apporto di vitamine, sali minerali e antiossidanti. In particolare privilegiare mirtilli, ribes e frutti di bosco i quali sono ricchi in vitamina C e rinforzano le vie urinarie e il sistema immunitario. È indicata anche la frutta cotta (preferibilmente pere o prugne), l’anguria e l’ananas per il basso contenuto di sodio, l’elevato apporto di potassio e l’effetto drenante. In caso di stipsi includere nella dieta anche i kiwi.
  • Condimenti: Olio extravergine d’oliva a crudo.

Sono da ridurre invece i cibi alcalinizzanti: Fra le verdure carote, cavolfiore, sedano, cicoria, melanzane, lattuga, patate, rape, spinaci, pomodori e salsa di pomodoro, peperoni, zucchine e piselli. Tra la frutta meglio evitare banane, mele, albicocche, fragole, anguria, ananas, pesche e uva.

Fra le bevande abolire succo di limone, di pompelmo, d’arancia e vino rosso.

 Da evitare in maniera assoluta:

  • Il piccante: quindi peperoncino, pepe, spezie e formaggi piccanti perché possono agire come irritanti della vescica.
  • Alcool, caffeina e teina: i superalcolici e alcolici possono stimolare le mucose dell’organismo, vescica compresa. No anche a caffè, tè, cola che contengono sostanze nervine.
  • Dolci: sono da evitare i dolci in generale, come cioccolato, gelati e caramelle poiché gli zuccheri semplici facilitano la crescita batterica, ma anche le bevande zuccherine per l’apporto di zucchero nascosto. Non sono indicati neppure i dolcificanti artificiali in pastiglie o contenuti in alcuni yogurt, marmellate, prodotti da forno e bibite.
  • Condimenti e salse: sono da evitare i grassi come burro, lardo, margarine e altri alimenti che possono rallentare la digestione . Fra le salse soprattutto maionese, ketchup e senape.
  • Insaccati:meglio evitarli.

 


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Autore
Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.

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