DIETA DELLA LONGEVITA’ : COSA MANGIARE PER VIVERE PIU’ A LUNGO - Dr.ssa Cultrera Concetta

DIETA DELLA LONGEVITA’ : COSA MANGIARE PER VIVERE PIU’ A LUNGO

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Si parla sempre più spesso negli ultimi anni di dieta della longevità basata sul consumo di cibi che ci permettono di vivere più a lungo. Una giusta alimentazione ci permette, infatti, di contrastare l’attivazione dei geni responsabili dell’invecchiamento.

Esistono delle regole base di corretta alimentazione che possiamo seguire per costruire una dieta preventiva, nel rispetto dei nostri diversi gusti:

  1. Prediligere alimenti naturali ricchi di nutrienti e relativamente poveri di calorie: i cibi industriali sono invece poveri di nutrienti e ricchi di calorie.
  2. Aumentare le dosi di verdure e frutta: verdura e frutta dovrebbero essere le nostre principali fonti di carboidrati. Apportano vitamine, minerali, fitonutrienti e fibra che sono fondamentali per la nostra salute.
  3. Scegliere bene le proteine: le proteine, anche quelle animali, sono fondamentali e non vanno eliminate. Occorre evitare però le versioni malsane come insaccati, carni lavorate o cotte aggressivamente e prediligere invece pesce azzurro, carni magre, uova, legumi, yogurt e formaggi di qualità.
  4. Selezionare i grassi: i grassi non vanno ridotti eccessivamente. Occorre evitare grassi idrogenati o infiammatori omega 6 come l’olio di girasole (molto presente nei prodotti da forno) e puntare invece su olio extravergine di oliva, pesce azzurro, frutta a guscio, avocado e piccole quantità di burro.
  5. Evitare gli zuccheri: lo zucchero altera il metabolismo e si appicca alle proteine compromettendone la funzione. I continui sbalzi della glicemia sforzano il pancreas a produrre insulina in grandi quantità e questo, a sua volta ci espone al rischio di insulino-resistenza e diabete.
  6. Scegliere i cereali integrali: i cereali raffinati agiscono nel corpo come lo zucchero e per questo vanno evitati. Le versioni integrali ricche di fibra vengono invece assorbiti lentamente e non alterano la glicemia in modo significativo.
  7. Rapportare le dosi al livello di attività fisica: quanto mangiamo dovrebbe essere rapportato a quanto consumiamo. In caso di sedentarietà o comunque nei giorni in cui non si fa sport sarebbe bene ridurre l’introduzione di alimenti calorici.
  8. Non rinunciare agli snack: il nostro metabolismo ha bisogno di rimanere attivo. Troppe ore di digiuno mandano un segnale di allarme al corpo che si trasforma in una scarsa propensione a bruciare calorie. Oltre ai due pasti principali, per mantenere attivo il metabolismo, è bene assumere uno snack a metà mattina e uno a metà pomeriggio. Noci e mandorle sono perfette per questo.

Concedersi ogni tanto uno strappo: mangiare è anche un piacere oltre che un’occasione per socializzare. Almeno una volta alla settimana è bene concedersi un pasto che serva per strappare e recuperare energie a livello psichico.


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Autore
Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.

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