I DISTURBI GASTROENTERICI NELLO SPORTIVO - Dr.ssa Cultrera Concetta

I DISTURBI GASTROENTERICI NELLO SPORTIVO

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Al contrario di quanto si possa immaginare, i disturbi gastroenterici negli atleti sono molto frequenti. In condizione di esercizio particolarmente intenso pare addirittura che la prevalenza di questi disturbi si attesta intorno al 70% circa.

Tra questi disturbi il reflusso gastroesofageo, i bruciori di stomaco, la nausea, il vomito, i dolori addominali, la diarrea e la presenza di sangue nelle feci sono i più comuni riportati dagli atleti. L’instaurarsi di problemi gastroenterici, infatti, porta molto spesso l’atleta a ridurre l’intensità dell’esercizio o, nei casi più gravi, ad abbandonare la competizione.

Sicuramente i runners sono gli atleti che maggiormente soffrono di questi disturbi, tra le cause trova implicazione la stessa meccanica di corsa, ad ogni passo si hanno infatti oscillazioni verticali del tronco con gli organi endoaddominali destinati a subire scuotimenti continui.Le donne ne soffrono più frequentemente degli uomini. Anche il grado di allenamento è importante: ha un rischio maggiore chi è meno allenato e repentinamente aumenta l’intensità e la durata degli allenamenti.

I disturbi gastroenterici sono infine più frequenti nelle gare che negli allenamenti, questo fatto è probabilmente legato all’influenza su tale disturbi dello stress psicofisico.

Quali sono le cause di questi disturbi?

Le cause dei problemi intestinali del runner possono essere diverse e tra queste vi sono :

  • Mancato svuotamento intestinale:la corsa amplifica meccanicamente la peristalsi intestinale (ricordiamo che con peristalsi si intende l’insieme dei movimenti che animano un viscere cavo e hanno la funzione di favorire il movimento del contenuto) per cui è ovvio che, se non c’è stato svuotamento intestinale (magari i runner che soffrono di stitichezza abitualmente o per la tensione pregara), l’intestino comincia a funzionare nel momento sbagliato. Ovviamente non è possibile assumere purganti o farmaci la sera prima della gara perché si rischierebbe di incorrere nel problema opposto (diarrea durante la competizione).
  • Errata alimentazione e idratazione prima di una gara: spesso il fenomeno ha il suo massimo nella stagione calda perché in questo periodo è massimo il consumo di frutta, verdura e si beve di più. Anche un’eccessiva idratazione prima di una gara può scatenare il problema. Il consiglio è di limitare il consumo di frutta e verdura nel giorno precedente la gara e soprattutto di non forzarsi a bere più del dovuto. Le bevande vanno assunte in base alla reale sensazione di sete (in particolare si dovrebbero evitare le bevande zuccherate: non bere succhi di frutta, tè o caffè con zucchero, coca cola ecc).
  • Errata gestione degli allenamenti: la predilezione per i ritmi troppo lenti fa sì che quando si passa ai ritmi da gara le condizioni intestinali cambino bruscamente e che l’intestino sia più sollecitato. Il problema si pone spesso (benché transitoriamente) anche a coloro che hanno migliorato qualitativamente il proprio allenamento.

L’alimentazione consigliata prima di una gara

Il pasto che precede la gara dovrebbe apportare la giusta quantità di carboidrati limitando il consumo di cibi ad elevato apporto di fibra (legumi, pasta e pane integrali, frutta, verdure). Per chi è particolarmente sensibile a tali disturbi sarebbe preferibile evitare il latte o alimenti ad elevato contenuto di lattosio (formaggi non stagionati) nelle ore precedenti alla competizione. Come detto poc’anzi anche il caffè andrebbe limitato e soprattutto il caffelatte alimento la cui digestione può essere particolarmente difficoltosa.

Meglio evitare anche cibi salati, grassi, fritti e speziati nelle ore immediatamente precedenti alla competizione in quanto mettono l’atleta a rischio di disturbi.


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Autore
Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.

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