FIBROMIALGIA COME RIDURRE I DOLORE CON UNA GIUSTA ALIMENTAZIONE - Dr.ssa Cultrera Concetta

FIBROMIALGIA COME RIDURRE I DOLORE CON UNA GIUSTA ALIMENTAZIONE

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La fibromialgia èuna sindrome caratterizzata da dolore muscolo –scheletrico cronico. L’impatto sulla qualità della vita è rilevante , la malattia può manifestarsi con rigidità articolare, fatica, disturbi del sonno e dell’umore, mal di testa e disturbi gastrointestinali.

Di diversa natura possono essere gli interventi: farmacologici e non farmacologici. Esistono, infatti, diversi approcci: tecniche di rilassamento muscolare, terapie cognitive, ma anche l’alimentazione e il controllo del peso corporeo possono avere un ruolo centrale in questa patologia. Numerosi studi dimostrano una diretta correlazione tra elevato indice di massa corporea (BMI) e aumentata sensibilità al dolore. Inoltre la dieta moderna è molto ricca di cibi ad alto indice infiammatorio tra cui le farine raffinate, i grassi saturi, il sale e tutti i cibi conservati. Un eccesso di carboidrati ad alto indice glicemico come pasta, pizza, e pane può appunto creare nell’organismo alterazioni metaboliche e produzione di citochine infiammatorie.

Una corretta alimentazione, ricca di nutrienti ed equilibrata nelle varie componenti, che propenda verso un consumo controllato di zuccheri a favore di alimenti freschi e naturali, è senza dubbio un’ottima base per moltissime patologie e lo è anche per la fibromialgia. Il consiglio è quello di seguire una dieta bilanciata che preveda il consumo di cereali, frutta, verdura, proteine e grassi soprattutto di origine vegetale come l’olio di oliva.

Il consumo di frutta e ortaggi, infatti, apporta vitamine del gruppo B, C, folati e antiossidanti ad azione vasodilatatoria, mentre calcio, magnesio e zinco aiutano a produrre gli impulsi nervosi delle contrazioni muscolari. Sarebbe preferibile evitare verdure che causano gonfiore per non alterare la flora intestinale, quali broccoli, cavolfiore, cipolle e finocchi. Consumare una buona quantità di mandorle, semi di zucca, pinoli, zucchine e spinaci, ricchi di triptofano, un amminoacido precursore della seretonina e della melatonina, che migliora l’umore e il sonno.

Una ricerca ha evidenziato anche che, riducendo il glutine dalla dieta si ottiene un’attenuazione del dolore e un miglioramento della qualità di vita. Preferire quindi cereali a basso contenuto di glutine e che non hanno subito trasformazioni dall’agricoltura industriale, come i grani antichi ( Timilia e Farro). Stessa cosa vale per i latticini che, per via della caseina, la proteina del latte, rendono l’intestino eccessivamente reattivo.

Per quanto riguarda lo zucchero, se in quantità eccessiva, non si lega all’insulina e non può venir usato come fonte energetica dei muscoli e delle altre cellule. Le conseguenze sono in questi casi uno stato di infiammazione generale, il diabete, varie malattie e una maggiore reattività del sistema nervoso. Per questo motivo è da evitare l’utilizzo di zucchero, cibi e bevande zuccherate.

Evitare anche alcuni metodi di cottura: ad esempio quelli con elevate temperature ( alla griglia, al forno o frittura) e tempi prolungati in quanto portano ad una progressiva perdita di micronutrienti. Una delle cotture da prediligere è quella al vapore, oltre all’uso di pentole con materiale idoneo privo di metalli pesanti.

Non consumare cibi contenenti additivi alimentari ed elevate concentrazioni di glutammato. Questo amminoacido, presente soprattutto nei formaggi stagionati, nella salsa di soia o come glutammato monosodico nei dadi da cucina svolge il ruolo di neurotrasmettitore eccitatorio e un suo eccesso causa disfunzioni neuronali, tra cui il malfunzionamento della percezione del dolore.

In conclusione è possibile affermare ,come risultati clinici dimostrano, che l’intervento dietetico può senz’altro rappresentare un valido supporto nel miglioramento della rigidità articolare: una sana dieta antinfiammatoria, un corretto peso corporeo ed una terapia personalizzata sono i punti fondamentali per combattere i sintomi della fibromialgia.


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Autore
Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.

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