PARASSITI INTESTINALI COME SI TRASMETTONO E COME SI CURANO - Dr.ssa Cultrera Concetta

PARASSITI INTESTINALI COME SI TRASMETTONO E COME SI CURANO

parassiti

Gli ascaridi sono parassiti responsabili di una fastidiosa infezione intestinale; si tratta di vermi tondi, in grado di proliferare e riprodursi nell’intestino di uomini ed animali causando l’ascaridiasi, una condizione relativamente comune soprattutto fra i bambini (almeno nei Paesi occidentali, mentre nei Paesi poveri moltissimi sono anche gli adulti colpiti).

Questi parassiti vivono, si alimentano e si riproducono all’interno dell’intestino, mentre le uova sono rilasciate nelle feci come mezzo di diffusione e di contagio di altri soggetti; l’ascariasi è causata dall’ingestione di queste uova, evenienza che può verificarsi quando le mani o le dita sporche (per esempio per aver toccato il terreno) vengono messe in bocca, oppure consumando verdura o frutta che non siano state accuratamente cotte, lavate o pelate.

Quali sono le cause

Come appena detto, gli ascaridi vivono nell’intestino e riescono a diffondersi disperdendo le uova nelle feci dell’ospite; la trasmissione è quindi di tipo oro-fecale, avviene cioè per ingestione delle uova eventualmente presenti nell’ambiente.

Nei Paesi in cui gli standard igienici sono tuttora carenti, dove per esempio si usano le feci umane come fertilizzante, è quindi molto più facile rilevare una grande diffusione della parassitosi, mentre in Italia è fortunatamente più difficile un contagio, che tuttavia può comunque avvenire: non lavandosi le mani prima di mangiare, consumando frutta e verdura non lavata, portando le mani sporche alla bocca, portando oggetti non puliti (per esempio giochi, nel caso dei bambini) alla bocca. Si pensi addirittura che un esemplare di ascaride femmina è in grado di depositare fino a 200.000 uova al giorno, che vengono rilasciate nelle feci; il ciclo vitale prevedere che servano circa due mesi dal contagio per raggiungere il momento della prima deposizione.

Quali sono i principali sintomi

In genere l’infezione non causa sintomi, a meno che il numero di parassiti presenti non sia particolarmente elevato e quando compaiono questi sintomi passano attraverso due stadi possibili.

Sintomi precoci: Si tratta di sintomi che appaiono raramente e sono causati dalle larve del parassita, che si spostano dall’intestino ai polmoni; non è chiaro in realtà il motivo per cui solo alcuni soggetti possano manifestare sintomi che ad ogni modo sono: febbre, tosse secca, mancanza di fiato, respiro sibilante. Questi sintomi possono comparire da 4 a 16 giorni dall’ingestione delle uova (tempo di incubazione).

Sintomi tardivi :Si tratta di sintomi causati dai parassiti ormai adulti che si trovano stabilmente nell’intestino e quindi, quando si presentano, questo avviene non prima di 6 settimane dal contagio: presenza di vermi nelle feci, dolore addominale, nausea e vomito, diarrea (raramente con sangue).

Prevenzione

L’azione chiave per la prevenzione è lavarsi le mani, in particolare: dopo essere stato al bagno, dopo aver cambiato un pannolino, dopo aver lavorato con la terra, prima di mangiare o di toccare del cibo.

Quando si viaggia è poi consigliabile: bere solo da bottigliette chiuse ed evitare il ghiaccio, evitare il consumo di frutta e verdura cruda, mangiare cibo caldo che sia stato cotto adeguatamente anche all’interno.

 

In cucina la presenza di alimenti come aglio, cipolla, curry, oltre a migliorare il sapore dei nostri piatti porta anche un’azione antiparassitaria molto importante. Per chi ama i digestivi molto consigliato è il Nocino, in quanto contenendo mallo di noce porta con sé delle ottime proprietà antiparassitarie.

Inoltre l’assunzione contemporanea di mirra che aiuta a favorire la funzionalità dell’apparato digerente, dei semi di zucca per migliorare la funzionalità delle vie urinarie, e della curcuma sostenitrice epatica, contribuiscono al completamento della terapia.

 


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Autore
Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.

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