PERCHE’ I BAMBINI FINO AI DUE ANNI NON DEVONO MANGIARE SALE? - Dr.ssa Cultrera Concetta

PERCHE’ I BAMBINI FINO AI DUE ANNI NON DEVONO MANGIARE SALE?

sale-bambini

Nella preparazione dei pasti per il nostro bambino, spesso siamo tentati di aggiungere un po’ di sale o zucchero per rendere le pietanze più saporite anche per i piccoli palati. Ma è giusto insaporire gli alimenti?

A partire dal primo anno di età si verificano importanti cambiamenti nell’alimentazione del proprio bambino: il suo menù si arricchisce di nuovi alimenti e a poco a poco si passa dai cibi più brodosi a quelli in forma solida, fino alla preparazione degli stessi piatti cucinati per gli adulti. In questa fase si definiscono i gusti e si pongono le basi di un’alimentazione corretta. Ecco perché diventa importante non solo scegliere i cibi più adatti, ma anche inculcare le giuste regole alimentari.

I bambini fino ai due anni di vita non dovrebbero mangiare sale per prevenire il sovrappeso, l’obesità e l’ipertensione, malattie che stanno prendendo sempre più il sopravvento nella società moderna. Il cloruro di sodio è , infatti, altamente dannoso per la salute dei più piccoli, che devono mangiare senza condimento durante il periodo dello svezzamento e anche dopo.

Alcuni studi dimostrano che un terzo dei bambini italiani è in sovrappeso, con pressione alta, livelli alti di colesterolo e fegato grasso nei primi anni di vita; per questo motivo le linee guida pediatriche consigliano di non superare i 400 mg al giorno fino ai 12 mesi per poi via via aumentare, ma di poco, fino ad arrivare all’adolescenza e all’età adulta a 500 mg al giorno.

E’ fondamentale che le famiglie a casa si abituino a fare un cibo salutare senza sale e con una bella presentazione per avvicinare il bambino alle pietanze. Il bambino, infatti, stimolato dal colore, dalla vista e dal poter toccare quel cibo si abitua ad un gusto meno salato il che significa maggiore salute in futuro. Dunque, niente sale a tavola ma spazio a erbe aromatiche e limone.

Si dovrebbe iniziare già subito dopo l’allattamento con pappe delicate, senza alcuna aggiunta di sale, così il neonato non si abituerà ai sapori forti e crescendo sentirà sempre meno l’esigenza del sale che appunto a lungo andare, è particolarmente dannoso per la salute.

Oltretutto il sale non è solo quello da cucina che si aggiunge alle pietanze e pappe di nostra preparazione. Il sale è nascosto in alimenti che spesso, con grande frequenza, vengono consumati da grandi e piccini.

Il cloruro di sodio si trova in grandi quantità in cibi precotti e in scatola ma anche negli insaccati e nei dolci di preparazione industriale.

È preferibile cuocere carne e pesce senza aggiungere il sale, visto che lo iodio è già presente in natura. Ma anche salare la pasta solo a fine cottura e prediligere frutta, verdura, legumi e tuberi freschi.

 

Ricapitolando le 5 regole da non dimenticare per un’alimentazione corretta per il proprio bambino sono le seguenti:

  • non aggiungere sale nelle pappe fino ai 12 mesi.
  • sopra l’anno ridurre al massimo il consumo di sale nei pasti.
  • usare alimenti a basso contenuto di sodio, come i formaggi non stagionati o il prosciutto cotto rispetto al crudo.
  • evitare i cibi precotti e in scatola, perché addizionati di sale, e quelli fritti, che assorbono il sale.
  • sostituire il sale con spezie, erbe aromatiche, aceto e limone.

Leggi tutti gli articoli
Autore
Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo con i tuoi amici:


Vuoi ricevere ogni settimana tutti gli aggiornamenti?

Iscriviti alla newsletter

Informativa sulla Privacy




Strumento conta calorie

Inserisci il nome o parte di esso dell'alimento di cui vuoi conoscere le calorie. Valore per 100gr



Mi trovi anche sui social network

     

Test
intolleranze
online