PORTULACA COS’E’ E COME UTILIZZARLA IN CUCINA - Dr.ssa Cultrera Concetta

PORTULACA COS’E’ E COME UTILIZZARLA IN CUCINA

PORTULACA

La portulaca è una pianta selvatica commestibile diffusissima nei nostri orti e giardini, a volte anche fastidiosa perché invade i vasi delle piante e le aiuole. Eppure se ne sottovalutano gli importanti benefici. Appartiene alla famiglia delle Portulacaceae, probabilmente di origini asiatiche e conosciuta in Italia con i vari appellativi regionali nella tradizione contadina: viene chiamata porcellana o erba grassa (Lombardia), porcacchia (Lazio e Marche), precacchia (Abruzzo), chiaccunella (Campania).

La portulaca cresce spontaneamente tutto l’anno nei luoghi in cui c’è un clima più caldo, non ha bisogno di frequenti innaffiature ed è quindi di facile coltivazione. Considerando le sue numerose proprietà benefiche, vale la pena provare ad usare la portulaca anche in cucina. Vediamo in che modo.

Quali sono i benefici della portulaca?

Ricca di acidi grassi polinsaturi di tipo Omega 3, la portulaca è considerata una fonte vegetale fondamentale per regolarizzarne il fabbisogno. Infatti gli Omega 3 sono i grassi buoni che svolgono importanti funzioni a livello strutturale e ci aiutano a prevenire diabete, malattie cardiovascolari, ridurre il colesterolo e i trigliceridi. In questo modo favoriscono una migliore circolazione del sangue. Proprio per la presenza di acidi grassi polinsaturi la portulaca ha anche proprietà: diuretiche, depurative, dissetanti e anti-batteriche.

Quindi possiamo utilizzarla in caso di ipertensione, glaucoma, insufficienza renale, cirrosi epatica, e insufficienza cardiaca. Inoltre nella medicina tradizionale è considerata un rimedio contro disturbi intestinali come vomito e dissenteria, enterite acuta ed emorragie post-parto. E’ un anti infiammatorio naturale, aiuta lo sviluppo cerebrale, il rafforzamento del sistema immunitario e rallenta l’invecchiamento della pelle. Nella portulaca c’è anche una buona quantità di vitamina C contenuta nelle foglie, come di altre vitamine, soprattutto dei gruppi A e B. Si riscontra anche la presenza di sali minerali, in particolare ferro, potassio, magnesio, fosforo, zinco, selenio e calcio.

Molto cara alla medicina cinese tradizionale, la portulaca viene utilizzata nelle tisane come sollievo contro dolori allo stomaco e al fegato.

Come utilizzarla in cucina Raccolta come erba spontanea o coltivata come erba aromatica, la portulaca può essere usata in cucina a crudo. E’ sempre meglio scegliere i germogli giovani dal momento che i germogli più vecchi hanno un retrogusto amarognolo, e gustare così gli steli freschi e le foglie ricche di vitamine.

La portulaca ha un sapore leggermente aspro e fresco che la rende ottima per arricchire le insalate, da unire ad altre erbette di campo e ortaggi. E’ più saporita delle verdure e delle erbe più utilizzate per preparare le insalate come la misticanza, la lattuga e la rucola. Diversamente può essere anche mangiata cotta e aggiunta nelle minestre, nei ripieni di pasta fresca, nelle frittate e negli sformati con la besciamella.

Viene utilizzata cotta a vapore soprattutto nel nord Europa, sia saltata nel burro e fritta in pastella, sia nelle zuppe casalinghe per arricchire di aromi il piatto. Passata in padella con olio, cipolla, patate e ortaggi misti diventa un ricco secondo, velocissimo da preparare e genuino. Un altro modo per usarla in cucina è conservarla sott’olio una volta sbollentata in acqua e aceto, da servire accanto a crostini, olive e cipolline in agrodolce per antipasto.
Anche i semini della portulaca sono ottimi in cucina: prima che la pianta cresca invece si possono raccogliere i semi da aggiungere all’impasto del pane o nello yogurt insieme ai cereali per una colazione nutriente.


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Autore
Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.

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