Quali alimenti favoriscono il mal di testa - Dr.ssa Cultrera Concetta

Quali alimenti favoriscono il mal di testa

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Tra i fattori che possono scatenare un attacco di mal di testa oltre allo stress, uno sforzo fisico intenso, un sonno irregolare o dei mutamenti atmosferici c’è anche il cibo.  La conferma arriva dalla più ampia analisi di tutti gli studi sull’argomento, pubblicata su Headache: the Journal of Head and Face Pain, per la quale sono state condotte circa 180 ricerche sulla correlazione fra dieta e cefalea.

In questo caso si tratta di emicrania, tra le forme più ricorrenti di mal di testa. Almeno il 10-12% della popolazione ne soffre. L’emicrania è una cefalea primaria caratterizzata da dolore pulsante e localizzato, che si manifesta di solito insieme ad altri sintomi: nausea, vomito, fotofobia e fonofobia (ovvero intolleranza a luci e rumori) e dura da qualche ora fino a massimo tre giorni.

Ma quali sono i cibi che possono provocare attacchi di emicrania?

  • Bevande alcoliche: si tratta forse dell’elemento che più spesso induce il mal di testa, perfino in chi non soffre di cefalee ed è quindi più a rischio di attacchi. Vodka e vini rossi con un alto contenuto di istamina, stando ai dati raccolti, sarebbero gli alcolici considerati più pericolosi.
  • caffè: troppo caffè è dannoso, non solo perché favorisce il mal di testa ma anche perché facilita la comparsa di ansia: l’ideale, per chi tende a soffrire di cefalee è non superare le tre tazzine al giorno.
  • carni rosse e insaccati, ricchi di nitriti e nitrati : nitriti e nitrati vengono usati come conservanti per mantenere inalterati colore e sapore, soprattutto in carni e salumi; è stato dimostrato da studi e ricerche che una buona percentuale di pazienti con cefalee hanno un attacco nei giorni in cui mangiano cibi che contengono nitriti. A mio avviso ridurne il consumo e leggere le etichette per evitare quelli più ricchi di nitriti è quindi opportuno per diminuire il rischio di crisi.
  • patatine fritte e cibi fritti in generale
  • cibi a basso contenuto di grassi: un’alimentazione che riduca l’apporto di grassi sembra utile per ridurre il numero e la frequenza di attacchi di mal di testa. Inoltre una dieta a basso contenuto di grassi aiuta anche a dimagrire e potrebbe diminuire il rischio cardiovascolare.
  • dadi da brodo e cibi orientali ricchi di glutammato monosodico: il glutammato è molto diffuso come esaltatore di sapidità, si trova in molti alimenti confezionati ed è un ingrediente tipico della cucina cinese: di glutammato sono ricchi snack, condimenti, salse, cibi conservati e soprattutto i dadi da brodo e le zuppe: proprio quando è assunto con alimenti liquidi, fra l’altro, questo composto diventa particolarmente efficace nel provocare il mal di testa.
  • frutta secca
  • formaggi : in modo particolare quelli molto stagionati o fermentati

Anche la quantità degli alimenti che assumiamo potrebbe essere un fattore scatenante. Il mal di testa, infatti, può sorgere dopo un pranzo o una cena abbondante che causa una digestione lenta e faticosa e di conseguenza un attacco in soggetti emicranici.

Tra i cibi amici del sistema nervoso troviamo invece: cibi freschi, frutta di stagione, ortaggi, pesce fresco e legumi.

 

Consigli utili : seguire uno stile di vita salutare e praticare una moderata attività fisica sarà certamente prezioso per ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi di mal di testa. Inoltre, sarebbe opportuno per i soggetti emicranici mangiare ad orari regolari, non saltare i pasti, non digiunare , bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno e non abusare di farmaci antidolorifici anche se, vorrei sottolineare che l’alimentazione non può e non deve essere ritenuta causa primaria del mal di testa, di conseguenza gli alimenti potenzialmente ritenuti colpevoli, possono essere eliminati dalla propria dieta solo qualora vengano messi in stretta relazione all’attacco. Dato che anche la sensibilità agli alimenti è soggettiva, chi soffra di cefalea dovrebbe cercare di prestare attenzione ad ogni possibile correlazione tra insorgenza dei sintomi e pasto precedente, in modo tale da individuare esattamente il cibo, o i cibi, che provocano o aggravano gli attacchi.


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Autore
Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.

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