Nutrizione – Dr.ssa Cultrera Concetta

L’ALIMENTAZIONE E LE MALATTIE DELLA PELLE

L’alimentazione svolge un ruolo fondamentale nella salute della pelle, poiché gli squilibri del microbiota intestinale e i cibi infiammatori possono scatenare o peggiorare numerose patologie dermatologiche

Una dieta scorretta altera la barriera protettiva cutanea, mentre un regime alimentare equilibrato e antiossidante agisce come una vera e propria terapia di supporto.

 Malattie della pelle e legame con il cibo

  • Acne: È fortemente influenzata da alimenti ad alto indice glicemico (zuccheri semplici, farine raffinate, dolci) e dal consumo eccessivo di latte e latticini. Questi cibi stimolano l’insulina e l’ormone IGF-1, aumentando la produzione di sebo e l’infiammazione dei follicoli.
  • Psoriasi: Si tratta di una patologia infiammatoria cronica immuno-mediata. Risente negativamente del sovrappeso e del consumo di grassi saturi, carni rosse lavorate e alcol, che alimentano lo stato infiammatorio dell’organismo.
  • Dermatite Atopica: È legata a una alterazione della barriera cutanea e all’iperattività del sistema immunitario. Alimenti ricchi di istamina o istamino-liberatori (come formaggi stagionati, insaccati, crostacei e alcolici) possono intensificare il prurito e le manifestazioni cutanee.

Alimenti da limitare o evitare

Per ridurre lo stato infiammatorio generale e proteggere il collagene della pelle, è consigliabile ridurre drasticamente:

  • Zuccheri raffinati e dolci: Causano un processo che danneggia il collagene e accelera l’invecchiamento.
  • Cibi ultra-processati e fritti: Ricchi di grassi trans e additivi che alterano il microbiota intestinale.
  • Alcolici: Disidratano i tessuti profondi e dilatano i vasi sanguigni, peggiorando condizioni come la rosacea

Alimenti “alleati” della pelle

Seguire modelli come la dieta mediterranea aiuta a mantenere la pelle idratata, elastica e protetta, è preferibile, infatti, consumare cibi ricchi di:

  • Omega-3: Presenti nel pesce azzurro, nelle noci e nei semi di lino, hanno una potente azione antinfiammatoria.
  • Vitamina A e Betacarotene: Presenti in carote, zucca, melone e verdure a foglia verde, stimolano la rigenerazione cellulare e proteggono dai danni UV
  • Vitamina C: Presenti in agrumi, kiwi e prezzemolo a crudo, sono essenziali per la sintesi del collagene.
  • Polifenoli e Antiossidanti: L’olio extravergine d’oliva (ricco di idrossitirosolo) contrasta lo stress ossidativo.
  • Fibre: Sotto forma di cereali integrali e legumi, nutrono i batteri benefici dell’intestino (effetto prebiotico), migliorando di riflesso l’aspetto cutaneo
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L’ACQUA E LE SUE VARIANTI

Il mercato offre oggi numerose bevande a base di acqua alternative alla classica acqua minerale naturale, pensate per chi cerca una spinta in più in termini di gusto, idratazione o benefici funzionali. Queste soluzioni si dividono in formule arricchite in laboratorio e liquidi estratti direttamente da elementi vegetali presenti in natura.

Le Acque Funzionali e Vitaminiche

Queste varianti partono da una base di acqua minerale a cui vengono aggiunti elementi specifici per svolgere una funzione mirata nell’organismo.

  • Acque Vitaminiche: Sono addizionate con vitamine (principalmente del gruppo B, C ed E) e minerali come zinco e magnesio. Spesso presentano aromi fruttati e sono formulate per sostenere il sistema immunitario o ridurre la stanchezza.
  • Acque Proteiche: Arricchite con proteine isolate del siero di latte o collagene. Sono molto apprezzate dagli sportivi per favorire il mantenimento della massa muscolare con un apporto calorico ridotto rispetto a un classico frullato.
  • Acque Idrolitiche e Isotoniche: Formulate con una precisa concentrazione di elettroliti (sodio, potassio, magnesio). Servono a reintegrare rapidamente i liquidi e i sali persi attraverso il sudore durante gli allenamenti intensi.

Le Acque di Origine Vegetale

A differenza delle precedenti, queste bevande non sono create artificialmente ma vengono estratte direttamente dalle piante, portando con sé un profilo nutrizionale completamente naturale.

  • Acqua di Cocco: Estratta dalla cavità delle noci di cocco ancora verdi. È naturalmente ricca di potassio e citochine, povera di calorie e priva di grassi, il che la rende uno dei migliori integratori idrosalini naturali esistenti.
  • Acqua di Linfa d’Acero: Raccolta in primavera dagli alberi di acero. Contiene oltre 45 composti bioattivi, tra cui antiossidanti, acidi organici e minerali, con un sapore delicatamente dolciastro ma un basso indice glicemico.
  • Acqua di Aloe Vera: Ottenuta dal gel interno delle foglie della pianta di aloe. Viene consumata principalmente per le sue proprietà lenitive sul tratto gastrointestinale e per supportare i processi digestivi.
  • Acqua di Betulla: Conosciuta anche come linfa di betulla, viene estratta dal tronco dell’albero all’inizio della primavera. È storicamente utilizzata per le sue spiccate proprietà drenanti, depurative e di contrasto alla ritenzione idrica.
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CONSUMO ECCESSIVO DI LATTICINI

Il consumo eccessivo di latticini può comportare rischi per la salute legati all’apporto di grassi saturi, sodio e calorie, pur rimanendo una fonte preziosa di calcio e nutrienti se inserito in una dieta bilanciata.

Gli effetti di un consumo oltre i limiti

Il dibattito scientifico sulla quantità ideale di latticini è sempre aperto. Ad esempio, se in Svizzera la Società di Nutrizione consiglia ancora tre porzioni al giorno, in Francia le raccomandazioni ufficiali si sono ridotte a sole due porzioni per ottimizzare il rapporto rischi-benefici. Superare regolarmente queste soglie espone l’organismo a diverse problematiche.

  • Aumento del rischio cardiovascolare: Formaggi stagionati, burro e panna sono ricchi di grassi saturi e colesterolo. Un consumo smodato contribuisce all’accumulo di colesterolo LDL e, a lungo andare, può favorire la formazione di placche arteriosclerotiche.
  • Problemi digestivi e intolleranze: Oltre la metà della popolazione mondiale soffre di una riduzione della lattasi, l’enzima necessario per digerire il lattosio. Eccedere con latte e derivati freschi può scatenare gonfiori, dolori addominali e diarrea anche in chi manifesta forme lievi di intolleranza.
  • Apporto eccessivo di sodio: I formaggi, soprattutto quelli molto stagionati, contengono elevate quantità di sale. Un eccesso di sodio è strettamente correlato all’aumento della pressione arteriosa e al sovraccarico renale.
  • Stato infiammatorio di basso grado: Sebbene i latticini non siano nocivi di per sé, un consumo esagerato nel contesto di una dieta già squilibrata può favorire uno stato infiammatorio sistemico.
  • Leggero aumento di specifici rischi oncologici: Alcuni studi evidenziano che un consumo molto elevato è associato a un lieve incremento del rischio di cancro alla prostata ed endometrio, sebbene i latticini mostrino al contempo un effetto protettivo contro il tumore del colon-retto.

Le linee guida per un consumo consapevole

Le principali autorità sanitarie, comprese le linee guida italiane, ricordano che non è necessario eliminare questi alimenti, ma occorre moderarne le frequenze.

Latte e yogurt: Si suggeriscono da 2 a 3 porzioni al giorno (una porzione standard corrisponde a 125 ml o grammi).

Formaggi: Il consumo dovrebbe limitarsi a 2 o 3 volte alla settimana. La porzione consigliata è di circa 100 grammi per i formaggi freschi e 50 grammi per quelli stagionati.

Sostituzioni intelligenti: Gli esperti suggeriscono che l’impatto sulla longevità migliora quando i latticini in eccesso vengono sostituiti da fonti proteiche vegetali come frutta secca, legumi e cereali integrali.

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ALIMENTAZIONE IN ESTATE CONSIGLI UTILI

Con l’arrivo del caldo intenso, il nostro organismo modifica le proprie esigenze biologiche. Per mantenere alti i livelli di energia ed evitare i cali di pressione tipici della bella stagione, è fondamentale adattare la dieta quotidiana.

La dieta mediterranea rimane il modello nutrizionale di riferimento. Tuttavia, in estate la parola d’ordine diventa leggerezza combinata a un’alta idratazione. Di seguito, una guida dettagliata con le migliori strategie alimentari e i consigli pratici per affrontare i mesi più caldi.

  • Idratazione costante: Durante l’estate si perdono grandi quantità di liquidi e sali minerali attraverso la sudorazione. Questo aumenta il rischio di disidratazione, stanchezza e crampi muscolari. Bisogna bere almeno 2 litri di acqua al giorno a temperatura ambiente o fresca, mai ghiacciata.
  • No alle bevande zuccherate: Limitare le bibite gassate, succhi di frutta industriali e alcolici. Oltre ad apportare calorie vuote, aumentano la sensazione di sete.

Cosa portare in tavola: I cibi alleati

L’alimentazione estiva deve privilegiare cibi freschi, facilmente digeribili e ricchi di acqua, tra questi alimenti vi sono:

  • Frutta e verdura di stagione : sono ricchi di antiossidanti, vitamine e minerali. Variare i colori dei piatti ti permette di assimilare diversi tipi di micronutrienti. Rosso (Pomodori, anguria): Ricchi di licopene, potente antiossidante che protegge la pelle dai danni solari. Giallo/Arancione (Melone, pesche, albicocche): Fonti di betacarotene, essenziale per la produzione di melanina. Verde (Cetrioli, zucchine, lattuga): Composti per oltre il 95% da acqua, sono ideali per l’idratazione profonda.
  • Carboidrati complessi e cereali d’estate : Bisogna sostituire  i primi piatti caldi ed elaborati con cereali in chicco consumati freddi. Riso, farro, orzo e quinoa sono digeribili e perfetti per preparare insalate ricche.
  •  Pesce: molto consigliato il pesce azzurro (alici, sarde, sgombro), ricco di acidi grassi Omega-3.
  • Carni bianche e uova: Pollo e tacchino offrono proteine nobili senza affaticare la digestione.
  • Latticini leggeri e yogurt: Lo yogurt bianco naturale o il kefir, consumati a colazione o a merenda, aiutano a mantenere in salute la flora batterica intestinale.

Consigli utili

Secondo le linee guida per la salute in estate, è consigliabile frazionare l’alimentazione in pasti piccoli e frequenti, evitando le abbuffate che richiedono digestioni lunghe e aumentano la temperatura corporea.

Non bisogna saltare i pasti. Saltare la colazione o il pranzo riduce i livelli di zucchero nel sangue, aumentando il rischio di spossatezza e svenimenti.

Bisogna fare attenzione alla catena del freddo. Con il caldo i batteri si moltiplicano rapidamente. Occorre conservare subito i cibi in frigorifero e non lasciare piatti deperibili (come quelli a base di uova, maionese o pesce) a temperatura ambiente.

Usare cotture semplici. Evitare fritture e intingoli complessi. Prediligere  la cottura al vapore, ai ferri o al forno cartoccio, condendo le pietanze con olio extravergine d’oliva a crudo.

Un buon gelato artigianale alla frutta può essere un’ottima merenda rinfrescante. Evitare però di usarlo regolarmente come sostituto del pranzo completo, poiché è sbilanciato a favore degli zuccheri e privo di fibre sufficienti.

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