Nutrizione – Dr.ssa Cultrera Concetta

ALMENTAZIONE E LONGEVITA’

L’’alimentazione è il fattore modificabile più potente per influenzare la durata e, soprattutto, la qualità della nostra vita. Mangiare non serve solo a fornire energia immediata, ma rappresenta un costante dialogo chimico con le nostre cellule, capace di attivare o spegnere i geni legati all’invecchiamento e alle malattie croniche.

Esistono delle  Zone Blu nel pianeta che sono le aree con la più alta concentrazione di centenari  e ultra-centenari in salute, come la Sardegna, l’isola di Okinawa in Giappone e Ikaria in Grecia. Gli studi scientifici su queste popolazioni hanno evidenziato abitudini alimentari comuni e chiarissime:

  • Prevalenza vegetale: la dieta è basata per il 95% su prodotti della terra come verdure, cereali integrali, frutta fresca e soprattutto legumi (fagioli, lenticchie, ceci).
  • Proteine animali ridotte: il pesce viene consumato due o tre volte alla settimana, mentre la carne rossa è riservata a rare occasioni mensili.
  • Grassi di altissima qualità: l’olio extravergine d’oliva inquinato da polifenoli o i grassi da frutta secca sostituiscono interamente i grassi saturi animali.

Gli alimenti irrinunciabili della longevità

Inserire quotidianamente questi cibi nella propria routine contribuisce a proteggere l’organismo dal danno ossidativo:

  • Frutti di bosco e melagrana: ricchissimi di antiossidanti che schermano le cellule dai radicali liberi.
  • Verdure a foglia verde e crucifere: broccoli, cavoli e spinaci contengono molecole che mimano gli effetti benefici della restrizione calorica.
  • Pesce azzurro: alici, sgombri e sarde offrono acidi grassi Omega-3, essenziali per la salute del cervello e del sistema cardiovascolare.
  • Tè verde (specialmente Matcha): considerato  un potente composto anti-invecchiamento.

Invecchiare bene non è solo una questione di genetica fortunata. Modificare la composizione del proprio piatto quotidiano è il miglior investimento a lungo termine che si possa fare per la propria salute.

leggi tutto


I peperoni gialli

I PEPERONI GIALLI PERCHE’ MANGIARLI
Belli da vedere, dolci al palato e incredibilmente salutari: i peperoni gialli sono un vero e proprio
concentrato di benessere. Spesso considerati una via di mezzo tra l’asprezza di quelli verdi e
l’intensità di quelli rossi, i peperoni gialli vantano caratteristiche nutrizionali uniche che li
rendono alleati preziosi per la salute degli occhi, del sistema immunitario e della pelle.
Di seguito i principali benefici dei peperoni gialli:
Sono una miniera di Vitamina C: Quando si pensa alla Vitamina C, la mente vola subito ad
arance e limoni. In realtà, il peperone giallo ne è una delle fonti naturali più ricche in
assoluto. Questa vitamina è un potente antiossidante che stimola le difese immunitarie,
contrasta l’invecchiamento cellulare e favorisce l’assorbimento del ferro presente negli
alimenti vegetali.
Proteggono la vista: Il colore giallo vivo non è casuale: è dovuto alla massiccia presenza di
carotenoidi, in particolare luteina e zeaxantina. Questi pigmenti si accumulano nella
retina dell’occhio, dove agiscono come uno “schermo solare” naturale. Proteggono la
vista dai danni della luce blu e riducono drasticamente il rischio di patologie legate all’età,
come la degenerazione maculare e la cataratta.
Sono amici della linea e della diuresi: In caso di regime ipocalorico, il peperone giallo è un
ottimo alleato. È composto per oltre il 92% da acqua e ha un apporto calorico irrisorio.
L’alto contenuto di acqua e potassio stimola la diuresi, aiutando a contrastare la
ritenzione idrica e a sgonfiare l’organismo, mentre le fibre favoriscono il senso di sazietà.
Ideale per la salute del cuore e per mantenere la pressione sotto controllo: I peperoni
gialli contengono una buona dose di fibra alimentare, potassio e vitamina B6. Il potassio
aiuta a regolare la pressione arteriosa, contrastando gli effetti del sodio. Le fibre e gli
antiossidanti, invece, contribuiscono a mantenere pulite le arterie, riducendo i livelli di
colesterolo “cattivo” (LDL) nel sangue e proteggendo la salute cardiovascolare.

Molte persone evitano i peperoni perché temono di non digerirli. In realtà, la tollerabilità cambia
molto in base al colore (che indica il grado di maturazione):
Il peperone verde è acerbo e contiene più solanina; Il peperone giallo è pienamente maturo: i
suoi zuccheri naturali sono formati e la polpa risulta decisamente più tenera e tollerata dallo
stomaco.
Per renderli digeribili al 100%, l’ideale è arrostirli e privarli della pelle, che contiene la maggior
parte delle fibre dure difficili da scindere per i succhi gastrici. In alternativa si può consumare
crudo, tagliato a pinzimonio o in insalata. Ideale è una cottura breve in padella o al vapore,
lasciando l’ortaggio leggermente croccante.

leggi tutto


IL FOOD NOISE

Il food noise (letteralmente “rumore del cibo”) è un’espressione scientifica e divulgativa che descrive la presenza costante, intrusiva e persistente di pensieri legati al cibo, indipendentemente dal reale stimolo biologico della fame. Non si tratta di un semplice appetito, ma di un vero e proprio “rumore di fondo” cognitivo che occupa la mente di molte persone, rendendo difficile concentrarsi sulle attività quotidiane.

Chi sperimenta il food noise non pensa al cibo solo quando ha lo stomaco vuoto. I sintomi psicologici e comportamentali più frequenti includono:

  • Interrogarsi costantemente su cosa mangiare, quando farlo, se sia “giusto” o “sbagliato” assumere determinati alimenti e quante calorie contengano.
  • Anticipazione del pasto successivo: Iniziare a pianificare ossessivamente la cena mentre si sta ancora consumando il pranzo.
  • Un’attenzione automatica e amplificata verso stimoli ambientali come ad esempio l’insegna di un fast food, il profumo di un forno o la notifica di un’app di food delivery che diventa impossibile ignorare.
  • Senso di colpa e frustrazione. Un forte affaticamento mentale derivante dallo spazio che il cibo occupa nella testa, con ripercussioni sulla vita sociale, sulla memoria e sulla capacità di lettura o lavoro.

Per anni i comportamenti alimentari disfunzionali sono stati erroneamente liquidati come una “mancanza di forza di volontà”. Oggi la ricerca scientifica ,  supportata da studi approfonditi di realtà come la Fondazione Umberto Veronesi ,  dimostra che il food noise è strettamente legato a meccanismi neurobiologici e a una complessa comunicazione tra l’asse intestino-cervello.

Tra i fattori scatenanti troviamo:

  1. Alterazioni ormonali: Scompensi nei circuiti della fame e della sazietà e nei sistemi dopaminergici della ricompensa.
  2. Fattori emotivi e psicologici: Stress, stanchezza cronica, ansia e l’utilizzo del cibo come meccanismo di compensazione emotiva.
  3. Restrizioni dietetiche estreme: Diete eccessivamente rigide possono amplificare i pensieri intrusivi, esasperando il desiderio verso i cibi proibiti.

Sebbene la comunità scientifica stia ancora valutando se definire il food noise come un’entità clinica autonoma o come un sintomo di condizioni già note (come l’obesità), esistono diverse strategie per affrontarlo:

  • Approccio multidisciplinare: Rivolgersi a professionisti della salute (nutrizionisti, psicologi esperti in disturbi alimentari) per scardinare i meccanismi alla base del pensiero ossessivo. Associazioni come l’AIDAP (Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso) offrono risorse utili per comprendere questo stato d’animo.
  • Praticare l’alimentazione consapevole aiuta a ristabilire una connessione autentica con i segnali di fame e sazietà reali inviati dal corpo.
  • Terapia Medica: Nei casi clinici di obesità o forte sovrappeso, un percorso medico strutturato può valutare l’opportunità di terapie farmacologiche mirate sotto stretto controllo specialistico.
leggi tutto


I FAGIOLI E I SUOI BENEFICI

I fagioli sono un vero e proprio toccasana per la salute grazie al loro straordinario profilo nutrizionale, ricco di proteine vegetali, fibre, vitamine del gruppo B e minerali come ferro, potassio e magnesio. Il loro consumo regolare apporta numerosi benefici all’organismo, agendo positivamente sul sistema cardiovascolare, metabolico e intestinale.

I principali benefici per la salute

Controllo del colesterolo e salute del cuore: I fagioli contengono lecitina, un fosfolipide che favorisce l’emulsione dei grassi, impedendo che si depositino nel sangue e aiutando a ridurre i livelli di colesterolo LDL. Questo riduce significativamente il rischio cardiovascolare.

Stabilizzazione della glicemia: Grazie all’elevata presenza di fibre e carboidrati complessi a lento rilascio, evitano i picchi glicemici e migliorano l’azione dei recettori dell’insulina. Sono quindi un alimento ideale per chi soffre di diabete.

Benessere intestinale: Le fibre (sia solubili che insolubili) supportano la regolarità del transito intestinale e fungono da nutrimento per il microbiota, promuovendo una flora batterica sana.

Controllo del peso e sazietà: Essendo poveri di grassi ma ricchi di fibre e proteine, garantiscono un prolungato senso di sazietà, rendendoli perfetti per le diete ipocaloriche.

Energia e micronutrienti: Forniscono minerali essenziali come il ferro non-eme (utile contro la stanchezza) e sono un’ottima fonte di folati (vitamina B9), indispensabili per il metabolismo cellulare e particolarmente preziosi in gravidanza.

Le proteine dei fagioli sono di medio valore biologico perché non contengono tutti gli aminoacidi essenziali. Per ottenere uno spettro proteico completo, basta abbinarli ai cereali (come nella classica pasta e fagioli, o con farro e orzo). Inoltre, per assorbire al meglio il ferro in essi contenuto, è utile consumarli nello stesso pasto insieme a fonti di vitamina C (come una spruzzata di limone o accompagnati da pomodori e peperoni).

I fagioli sono abbastanza noti per causare gonfiore addominale, meteorismo e flatulenza. Questo succede sia per l’alto contenuto di fibre, che richiamano acqua all’intestino, sia per alcuni meccanismi chimici di difesa della pianta che possono, se il prodotto viene consumato in eccesso, portare a scompensi nel microbiota intestinale.

Se non si è abituati a consumare legumi nella propria alimentazione, meglio inserirli gradualmente, onde evitare meteorismo o gonfiore. Può essere utile ridurre i fagioli in purea in modo da eliminarne la buccia e migliorare la digeribilità. Da valutare l’assunzione se si soffre di problemi intestinali, quali la sindrome da intestino irritabile e il morbo di Crohn.

leggi tutto




Strumento conta calorie

Inserisci il nome o parte di esso dell'alimento di cui vuoi conoscere le calorie. Valore per 100gr



Mi trovi anche sui social network

   

Test intolleranze online >   Prenota una visita >