MORBO DI PARKINSON ATTENZIONE ALLE PROTEINE ANIMALI – Dr.ssa Cultrera Concetta

MORBO DI PARKINSON ATTENZIONE ALLE PROTEINE ANIMALI

Per chi soffre di malattia di Parkinson non ci sono dei veri e propri schemi alimentari specifici, ma bisogna fare attenzione a limitare l’assunzione di proteine animali. Una dieta sana, bilanciata, commisurata al fabbisogno calorico e nutrizionale individuale è indispensabile per il benessere di chiunque a qualunque età, ma diventa ancora più importante in presenza di malattie croniche che impongono all’organismo richieste specifiche.

Nel caso della malattia di Parkinson, l’alimentazione, infatti, diventa un vero e proprio componente della terapia e seguire una alimentazione adeguata può aiutare a  migliorare l’efficacia dei trattamenti farmacologici e a ridurre alcuni fastidi.

Le proteine, animali e vegetali, sono senz’altro un macronutriente prezioso perché gli aminoacidi che contengono sono necessari per il rinnovamento di cellule e tessuti, per la produzione degli ormoni e per il mantenimento della massa muscolare, tuttavia, chi soffre di malattia di Parkinson, deve mangiare cibi proteici con una certa cautela e non abusarne  perché alcuni degli aminoacidi che contengono possono interferire con l’assorbimento intestinale e l’azione terapeutica della levodopa, principio attivo del trattamento anti-Parkinson.

A creare problemi sono, in particolare, gli aminoacidi “aromatici” ossia fenilalanina, isoleucina, leucina, tirosina, triptofano e valina. Questi aminoacidi sono contenuti principalmente nelle proteine di origine animale, ossia nella carni rosse e bianche, nel pesce, nelle uova e nei latticini: tutti alimenti che andranno, quindi, consumati in piccole quantità e sostituiti il più possibile con fonti proteiche vegetali.

In generale, per una persona con Parkinson è ritenuta adeguata una dieta composta dal 12-15% di proteine, 25-30% di grassi (preferibilmente oli vegetali), 55-60% circa di carboidrati (pane, pasta, riso, cereali, biscotti ecc.).

Un problema tipico della malattia di Parkinson riguarda inoltre la stitichezza, dovuta in parte alla patologia in sé e in parte alla tendenziale sedentarietà che ne consegue. Per contrastarla, la strategia migliore è:

  • assumere liquidi in abbondanza e fibre vegetali, attraverso il consumo regolare di frutta e verdura. Tra le bevande, è possibile inserire anche il tè e 1-2 caffè al giorno.
  • Fare attenzione alla consistenza dei cibi. Soprattutto nelle fasi più avanzate della malattia di Parkinson deglutire correttamente può diventare complicato. Per questo motivo è consigliabile scegliere cibi morbidi e umidi, facili da masticare e da ingerire, e riservare ai pasti il tempo e la calma necessari.

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Autore
Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.

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