MUFFA SUL CIBO BUTTARE O RECUPERARE? – Dr.ssa Cultrera Concetta

MUFFA SUL CIBO BUTTARE O RECUPERARE?

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Capita a tutti di volere mangiare qualcosa ma di accorgersi all’improvviso che l’alimento in questione è pieno di muffa.  In questi casi l’istinto è quello di buttare tutto però alcune volte è possibile recuperare il salvabile. In alcuni cibi, soprattutto formaggi come  il camembert o il Gorgonzola,  la muffa è addirittura un motivo di pregio e conferisce un sapore particolare ma in altri,  la maggior parte, è il segnale più visibile di alterazione del prodotto.

Con il generico termine muffa si indicano una serie di funghi microscopici che si sviluppano e riproducono tramite spore in ambienti umidi con temperature comprese tra i 15 e i 30 gradi, ma le condizioni possono variare tant’è che spesso si sviluppano anche in alimenti conservati in frigorifero.

La muffa si presenta con una peluria bianca o colorata sulla superficie dei cibi e bisogna fare molta attenzione alla possibilità di contagio perché  le spore facilmente vengono trasportate dell’aria pronte a depositarsi ed attecchire su altri alimenti. Di norma bisogna buttare tutto e pulire con attenzione perché le muffe sono il sintomo evidente di degradazione e alterazione del prodotto, fonte di possibili intossicazioni a livello di intestino, fegato, reni e centri nervosi.

Alimenti facilmente colpiti dalla muffa

Il pane è un alimento facilmente colpito da muffa  in quanto già in fase di preparazione le muffe trovano un ambiente ideale per svilupparsi. Quando il pane è ammuffito la mollica ha un odore dolciastro e inizia coprirsi nel giro di 2-3 giorni di macchie scure: in questo caso va buttato e il portapane è bene pulirlo con l’aceto.

I succhi di frutta vanno subito buttati al primo segno di muffa, così come la carne, frutta e verdura con polpa succosa come pomodori, pesche, arance. In caso di verdura “dura” come carote e zucchine possono essere consumati dopo aver eliminata la parte ammuffita, così come le mele.

Per i latticini bisogna considerare la stagionatura: quelli freschi (ad esempio ricotta) e lo yogurt vanno buttati invece a quelli stagionati basta asportare con cura la zona colpita da muffa e poi si possono consumare. Discorso simile anche per le confetture perché  lo zucchero si lega con l’acqua impedendo la formazione delle tossine quindi, rimossa la muffa che si presenta in superficie, il resto della marmellata può essere recuperata.

Come conservare i cibi per evitare muffe

Le muffe si sviluppano non solo per la combinazione di umidità e temperatura favorevole, ma anche se non si conservano i cibi correttamente e ciò può accadere sia a casa che a monte in ambito industriale o durante il trasporto.

Il consiglio è quello di non lasciare mai per troppo tempo il cibo in frigo, così come gli avanzi che vanno consumati nel giro di pochi giorni; soprattutto se lavati o cucinati gli alimenti devono essere conservati coperti da pellicole protettive o in contenitori ben chiusi; stesso discorso per i prodotti in scatola una volta aperti.


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Autore
Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.

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