Nutrizione – Pagina 64 – Dr.ssa Cultrera Concetta

COME MANTENERE IN SALUTE I RENI

Le malattie renali sono patologie un po’silenziose, che spesso si sviluppano lentamente nel corso degli anni e  se vengono sottovalutate, possono influenzare in modo compromettente la qualità della vita. E’ tuttavia possibile prevenire le malattie renali con alcune piccole accortezze.

Di seguito dei consigli utili per mantenere i reni in salute:

  • Tenere sotto controllo la pressione sanguigna: l’ipertensione non è solo causa di ictus e problemi cardiaci, ma anche di danno ai reni. A tal proposito il normale livello di pressione arteriosa è diverso nelle varie fasce d’età.
  • Ridurre l’assunzione di sale:  Per ridurre l’assunzione di sale, bisogna cercare di limitare l’assunzione della quantità di alimenti trasformati e limitare l’aggiunta di sale nelle pietanze.
  • Mangiare sano e tenere sotto controllo  il peso: una corretta alimentazione può aiutare a prevenire il diabete, le malattie cardiache e altre condizioni associate alla Malattia Renale Cronica.
  • Idratare  il proprio organismo: un individuo adulto dovrebbe bere tra un litro e mezzo e due litri di acqua al giorno. L’acqua aiuta i reni ad eliminare sodio, urea e tossine dal corpo e quindi aiuta a ridurre il rischio di malattie renali. Studi recenti dimostrano che bere due litri d’acqua al giorno può ridurre il rischio di declino della funzionalità renale.
  • Non fumare: il fumo rallenta il flusso di sangue ai reni e ciò può compromettere la capacità e la funzionalità renale.
  • Mantenere nella norma il livello di zucchero nel sangue: circa la metà delle persone che hanno il diabete sviluppa danni ai reni, quindi è importante che le persone diabetiche effettuino test regolari per verificare la loro funzione renale. Il danno renale da diabete può essere ridotto o prevenuto se rilevato precocemente.
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PERCHE’ MANGIARE LA BRESAOLA

La bresaola è uno di quegli alimenti che accontenta un po’ tutti i palati, è  buona, leggera e facile da mettere in tavola. Vediamo di seguito i principali motivi per cui dovremmo inserire la bresaola nella nostra alimentazione:

  • È povera di grassi: è consigliata a tuutti coloro che seguono una dieta alimentare, proprio perché particolarmente povera di grassi e  ricca di valori nutrizionali. È, infatti, un’eccezionale fonte di proteine animali, per chi vuole rimanere in forma, senza cedere a troppi grassi. Inoltre, grazie al suo sapore, questo alimento è molto buono anche senza olio, ma solo con limone o aceto .
  • Facile da preparare: la bresaola è facilissima da preparare basterà tirarla fuori dal frigo, aggiungere del grana o del formaggio fresco, un po’ di rucola, pepe e olio.
  • Previene e combatte i crampi muscolari: la breasola è indicata per combattere i crampi muscolari che si manifestano  in caso di carenza di minerali, come il potassio. In questi casi qualche fetta di bresaola è ideale.
  • Fa bene alle ossa: per i più piccoli aiuta a fortificare le ossa mentre per le donne in menopausa e gli anziani, la bresaola può aiutare a fortificare l’apparato scheletrico grazie al fosforo di cui è particolarmente ricca. Questo minerale, infatti, è un importante costituente del tessuto di ossa e denti. È, quindi, necessario per l’assorbimento del calcio e per mantenere costantemente alti i livelli energia.
  • è una soluzione naturale contro lo stress e contro i cali di concentrazione e di memoria.
  •  Riduce il colesterolo cattivo: Essendo un salume, la bresaola è molto spesso associata al colesterolo cattivo ma non è così in quanto è ricca di vitamina B3, nota anche come niacina, la cui funzione è molto importante per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. L’assunzione di questa vitamina consente addirittura di ridurre i livelli di colesterolo “cattivo”, aumentando le concentrazioni di quello “buono”.
  • Si può mangiare anche in gravidanza: Questo salume si differenzia dagli altri, non potendo trasmettere toxoplasma, essendo sottoposto ad attenta salagione per un periodo di circa 20 giorni.
  • Rafforza le difese immunitarie: la bresaola è uno di quei cibi da preferire in autunno, perché stimola le difese immunitarie grazie alle vitamine del gruppo B in essa contenute.
  •  Fa bene alla pelle : grazie alla  vitamina B12 in essa contenuta. Questa vitamina, infatti, è in grado di rinforzare e quasi rigenerare il tessuto di unghie, di pelle e capelli. Secondo la scienza, è ottima per contrastare anche la psoriasi ed è anche un rimedio naturale contro l’herpes.
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MANGIARE SANO DURANTE LE FESTE PASQUALI

Durante le festività Pasquali si organizzano riunioni in famiglia e si tende ad esagerare con le quantità di pranzi e cene. In realtà bisognerebbe imparare a “saper mangiare” anche in queste occasioni, rimanendo  in forma preparando alimenti  in modo più sano evitando di sovraccaricare eccessivamente il nostro intestino di cibi grassi, ricchi di zuccheri ma poco nutrienti.

Per non sentirci appesantiti e fisicamente affaticati nonostante le festività è consigliabile adottare alcuni piccoli accorgimenti alimentariper mantenere il corpo sano. Di seguito alcuni consigli alimentari utili per affrontare le ormai imminenti feste pasquali con energia e salute:

  • Scegliere prodotti freschi e di stagione: il consiglio è quello di arricchire la tavola con piatti ricchi di verdura e frutta di stagione, preparando nuove ricette all’insegna di salute e leggerezza con broccoli, carote, asparagi ma anche fragole, kiwi e tutte le prelibatezze che la natura ci regala in questa stagione.
  • Bere tanta acqua: Essenziale per una buona digestione e diuresi, l’acqua è consente di purificare il nostro corpo e con l’ aumento di calorie tipico delle feste Pasquali occorre  aumentare il consumo di acqua.
  • Mangiare un’insalata prima dei pasti: in questo modo si potrebbe  arrivare al pranzo di Pasqua per metà già sazi grazie a fibre e acqua della verdura che, non solo saziano, ma soprattutto nutrono perché  ricche di vitamine e sali minerali. Optare per verdure crude prima dei pasti principali, inoltre, permette di stabilizzare la glicemia e ridurre l’assorbimento di zuccheri e grassi.
  • Evitare di bere troppi alcolici: L’alcol al contrario dell’acqua provoca ritenzione idrica quindi sarebbe preferibile evitare di bere troppi alcolici in aggiunta ai tanti manicaretti delle festività Pasquali.

L’ideale sarebbe arrivare al pranzo o alla cena con tanti liquidi nel corpo. Per farlo, ad esempio, si può mangiare della verdura oppure bere mezzo litro di acqua prima del pasto  per far sì che il corpo non abbia il bisogno fisiologico di riempire lo stomaco. La voglia o la tentazione di cibi ipercalorici viene di molto ridotta in questo modo e riusciremo così a mantenerci leggerci facendo un semplice brindisi o assaggiando semplicemente il cibo preparato.

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SI POSSONO CONSUMARE I CIBI SCADUTI?

Spesso ci chiediamo  se il cibo scaduto possa o meno essere consumato, in realtà a seconda del tipo di scadenza e in base al tipo di alimento, non è detto che i cibi scaduti debbano sempre essere buttati tra i rifiuti.

Nella maggior parte dei casi si legge la dicitura “da consumarsi entro”, seguita dalla data. Questa dicitura viene obbligatoriamente riportata sulle confezioni dei prodotti alimentari preconfezionati che vanno incontro a una rapida deperibilità quali, per esempio, carni fresche, formaggi freschi, latte e prodotti lattieri freschi, pasta fresca, ecc. Se la data di scadenza viene superata, il consumo dell’alimento può essere pericoloso per la salute a causa della proliferazione di batteri.

Nel caso, invece, di prodotti alimentari non soggetti a rapida deperibilità, si trova negli alimenti la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” seguita dal cosiddetto termine minimo di conservazione che indica fino a quando un alimento mantiene, se conservato adeguatamente, le sue specifiche caratteristiche.

Per alcuni alimenti come frutta e verdura  l’indicazione del termine minimo di conservazione non è obbligatorio.

Ad ogni modo la data di scadenza è sicuramente  importante ma vi sono alcuni alimenti che possono essere consumati oltre la data di scadenza tra cui:

  • Latte fresco: Per il latte fresco pastorizzato la data di scadenza è fissata, per legge, al sesto giorno dal trattamento termico, mentre si sale a 10 giorni per il latte microfiltrato pastorizzato. Oltre queste date il consumo non è consigliabile.
  • Yogurt : Gli yogurt possono essere consumati fino a 6 o 7 giorni dopo la data di scadenza; le loro proprietà nutritive risulteranno però  ridotte mentre le proprietà organolettiche rimangono quasi invariate.
  • Salumi affettati : I salumi affettati e confezionati vanno consumati entro la data di scadenza indicata sulla confezione. Andare oltre è decisamente sconsigliato perché si rischiano tossinfezioni.
  • Conserve sottaceto :Questa tipologia di alimento ha scadenze variabili da 2 a 3 anni; non vi sono problemi se tali alimenti vengono portati in tavola entro due mesi dalla scadenza.
  • Formaggi :Per i formaggi freschi è meglio seguire la data di scadenza, per quelli stagionati si può formare della muffa, che basta togliere.
  • Uova: Le uova dovrebbero venir consumate al massimo nei 3 giorni successivi alla data di scadenza; se fritte si possono consumare al massimo entro una settimana dalla data di scadenza.
  • Pasta secca e riso : Di norma questi prodotti hanno una scadenza che varia dai 2 ai 2 anni e 6 mesi; anche se consumati qualche mese dopo non creano alcun tipo di problema.
  • Pesce e piatti surgelati :Per i surgelati, il consumo in genere non crea problemi nei due mesi successivi alla data di scadenza. Con alcune eccezioni: i gamberetti surgelati, ad esempio, se scaduti non vanno assolutamente consumati crudi per il rischio di listeriosi.
  • Biscotti secchi e cracker :perdono le loro caratteristiche organolettiche e perdono di consistenza.
  • Olio: Gli oli di ottima qualità possono essere consumati fino a 8 mesi dopo la data di scadenza  con una minima perdita delle proprietà organolettiche.
  • Conserve di pomodoro : Le conserve di pomodoro hanno scadenze variabili dai 12 ai 20 mesi; il consumo entro due mesi dalla scadenza non crea alcun problema.

E’ fondamentale conservare bene i cibi e fare attenzione a muffe, parti marce e cattivi odori in quanto sono un indicatore chiaro che il prodotto non è commestibile.

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