SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO E ALIMENTAZIONE – Dr.ssa Cultrera Concetta

SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO E ALIMENTAZIONE

La gestione della Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS) passa principalmente dalla tavola, poiché una corretta alimentazione rappresenta la terapia medica di prima linea per controllare i sintomi e migliorare la fertilità. La PCOS non è infatti solo un disturbo ginecologico, ma una complessa condizione endocrino-metabolica strettamente legata all’insulino-resistenza e all’infiammazione cronica di basso grado.

Modificare lo stile di vita e le abitudini alimentari permette di spezzare il legame tra squilibri ormonali e aumento di peso, restituendo benessere all’organismo.

Circa il 70% delle donne con PCOS presenta insulino-resistenza, una condizione in cui le cellule non rispondono efficacemente all’insulina. Di conseguenza, il pancreas produce quantità maggiori di questo ormone per mantenere normali i livelli di glucosio nel sangue.

L’iperinsulinemia stimola direttamente le ovaie a produrre un eccesso di androgeni (ormoni maschili). Questo meccanismo scatena i sintomi classici della sindrome, quali:

  • Irregolarità mestruali o assenza di ciclo (amenorrea)
  • Acne e irsutismo (eccesso di peluria)
  • Difficoltà a perdere peso e accumulo di grasso addominale
  • Infertilità ovulatoria

Non esiste una dieta universale, ma i protocolli scientifici concordano su alcuni pilastri fondamentali mirati a migliorare la sensibilità all’insulina. Vediamo quali:

  • Scegliere Carboidrati Complessi e Integrali: I carboidrati raffinati causano picchi glicemici rapidi, peggiorando l’insulino-resistenza. È fondamentale sostituirli con fonti a basso indice glicemico e ricche di fibre tra cui Riso integrale, quinoa, avena, farro e orzo decorticato; Pane e pasta esclusivamente integrali, preferendo cotture “al dente” per limitare l’impatto sulla glicemia; Legumi (lenticchie, ceci, fagioli), ottimi regolatori della risposta insulinica.
  • Non consumare i carboidrati da soli:  Per evitare impennate della glicemia, i carboidrati non dovrebbero mai essere consumati da soli. Ogni pasto deve combinare una quota di carboidrati complessi con proteine di qualità e grassi sani. Le proteine e i grassi rallentano lo svuotamento gastrico e l’assorbimento degli zuccheri.
  • Consumare grassi insaturi: I grassi saturi e i grassi trans (presenti nei cibi industriali e fritti) aumentano l’infiammazione. Ideali sono invece i grassi insaturi e ricchi di Omega-3 come olio extravergine d’oliva a crudo; frutta secca (noci, mandorle) e semi oleosi (lino, chia) e pesce azzurro (salmone, sgombro, sarde) noto per l’azione antinfiammatoria.
  • Abbondanza di Fibre e Micronutrienti: Le verdure devono occupare metà del piatto a ogni pasto principale. La frutta va consumata con moderazione, preferendo frutti a basso indice glicemico (come i frutti di bosco) ed evitando quelli troppo zuccherini (fichi, uva, banane).

Alimenti da Limitare o Evitare

Per tutelare la salute metabolica e cardiovascolare è opportuno ridurre drasticamente:

  • Zuccheri semplici e raffinati: dolci, bibite zuccherate, succhi di frutta industriali e prodotti da forno da farine bianche.
  • Alcolici: affaticano il fegato e interferiscono con il metabolismo del glucosio.
  • Insaccati e carni ultra-processate: promuovono l’infiammazione sistemica.

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Autore
Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.

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