Nutrizione – Pagina 37 – Dr.ssa Cultrera Concetta

COME COMBATTERE I CRAMPI MUSCOLARI A TAVOLA

Quando abbiamo carenza di alcuni importanti minerali, spesso vi è la comparsa di crampi muscolari che si manifestano accompagnati da fitte intense e dolorose. I crampi si verificano più frequentemente a livello di coscia, polpaccio e piede. Queste contrazioni sono transitorie e si presentano perlopiù durante la notte  causando risvegli frequenti.

Di solito le cause dei crampi muscolari sono da imputare a un carico eccessivo sui muscoli durante l’esercizio fisico ma anche il basso livello di afflusso nel sangue provoca queste contrazioni muscolari. Si possono manifestare in soggetti  allenati che sudano molto e non reintegrano i sali minerali. Ciò provoca, infatti, uno sbilanciamento tra idratazione e concentrazione elettrolitica.

Se si manifestano con una certa frequenza  possono essere dovuti, in particolare, a una carenza o a uno squilibrio di sodio, potassio, magnesio, calcio e vitamina D.L’assunzione di acqua è molto importante per curare i crampi muscolari. Oltre a questo, anche mangiare cibi ricchi di sostanze nutritive è fondamentale. Gli alimenti ricchi di vitamine e minerali come il potassio, il calcio e il magnesio prevengono i crampi muscolari, poiché agiscono come elettroliti.

Vediamo gli alimenti indicati per chi soffre di crampi:

  • Banane: Le banane sono ricche di minerali come calcio, potassio e magnesio che aiutano a mantenere l’equilibrio elettrolitico essenziale per prevenire i crampi muscolari. Il potassio è da considerare il minerale più importante, e la banana ne è molto ricca.
  • La papaya:  è un frutto ricco di acqua, contiene vitamina A, acido folico (vitamina B9), vitamina E, vitamina K e soprattutto vitamina C. Tra i sali minerali spiccano invece potassio, calcio, fosforo e magnesio, preziosi per contrastare l’insorgenza di tensioni e crampi muscolari.
  • Legumi: I legumi da consumare per contrastare i crampi muscolari sono soprattutto piselli e fagioli secchi. Contengono ferro, fosforo, calcio, potassio, vitamina A, vitamina B1, vitamina C, vitamina PP.
  • Le patate dolci : sono ricche di sostanze benefiche per il nostro organismo e vantano numerose proprietà. Contengono  vitamina A, B6 e C, oltre che  sali minerali come magnesio, potassio, calcio, manganese e fosforo. Le patate dolci sono antiossidanti, hanno indice glicemico più basso delle comuni patate e sono quindi indicate anche nell’alimentazione dei diabetici.
  • Avocado: Ricco di Potassio, magnesio, zinco, manganese e fosforo .
  • Anguria: Essendo ricca di potassio, l’anguria è consigliata alle persone che lamentano crampi muscolari, ma anche disturbi estivi legati ad alterazione della pressione osmotica, ritenzione idrica, eccitabilità neuromuscolare e lievi alterazioni della ritmicità del cuore.

Latte: ricco di proteine ad alto valore biologico, vitamine e minerali specifici tra cui calcio e fosforo

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LE PROPRIETA’ E I BENEFICI DELLA FRUTTA ESOTICA

I frutti esotici, o tropicali, sono ormai molto utilizzati nelle tavole degli italiani grazie ai loro sapori dolci, alle forme particolari e ai colori accesi. Pur provenendo dalle zone tropicali e subtropicali, le importazioni ci hanno permesso di scoprire la frutta esotica al punto che alcuni frutti sono  oggi coltivati anche in Italia.

La differenza con la frutta nostrana è notevole anche rispetto ai valori nutrizionali in essa contenuti. I frutti esotici, infatti, hanno un maggiore quantitativo di lipidi con un conseguente apporto calorico superiore rispetto a quello dei frutti coltivati in Italia.

Sono alimenti ricchi di proprietà nutritive benefiche per l’organismo e si adattano anche a delle preparazioni culinarie versatili, come macedonie, frullati, ma anche primi piatti esotici e dolci freschi e originali.

I benefici dei frutti  esotici

Dal punto di vista dei valori nutrizionali, i frutti tropicali sono un vero toccasana per l’organismo e svolgono azioni benefiche per la salute, grazie alle elevate quantità di vitamine, fibre, sali minerali e acidi grassi omega 3.

Solitamente, la frutta tropicale viene divisa in acidula o dolce e in grassa: il primo gruppo è ricco di acqua, fibre, vitamine (in particolare vitamina A e vitamina C) e sali minerali come potassio e magnesio. Invece, i frutti tropicali grassi, come ad esempio l’avocado, apportano vitamina E, calcio e selenio e contribuiscono anche a un elevato apporto lipidico e calorico.

Tra la frutta tropicale più diffusa in Italia, ci sono le banane, ricche di potassio e magnesio, ma anche kiwi, ananas, cocco e datteri si trovano ormai facilmente sui banchi dei negozi di ortofrutta italiani. 

E se i primi due sono conosciuti per essere ricchi di vitamina C e per le loro proprietà antinfiammatorie, cocco e datteri sono invece più grassi, ricchi rispettivamente di vitamina E e zuccheri.

Ovviamente, oltre a questi alimenti più diffusi, ci sono anche altri frutti esotici che si possono trovare in Italia ormai abbastanza facilmente, come: il mango e la papaya, ricchi di vitamina C e betacarotene che aiutano a rinforzare le difese immunitarie; il litchi, proveniente dalla Cina, che aiuta a contrastare la formazione dei radicali liberi; il platano, simile a una grossa banana, che ha proprietà benefiche sull’intestino eliminando il gonfiore e aiutando la digestione; il tamarindo, ricco di acido tartarico che contrasta l’invecchiamento cellulare.

Anche il frutto della passione o maracuja rientra nella frutta tropicale che possiamo trovare in Italia, anche se con qualche difficoltà, ed è un antiossidante naturale grazie all’elevato contenuto di vitamina E.

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LA DIETA LIQUIDA O DIETA DEI FRULLATI

La dieta liquida è un regime alimentare basato sull’assunzione predominante di  vere e proprie bevande o comunque cibi allo stato liquido.

La sua funzione è principalmente dimagrante, anche se vari specialisti la utilizzano per ripristinare i parametri metabolici alterati da certe malattie. Esistono molti tipi di dieta liquida; infatti, più che ad un sistema vero e proprio, la dicitura si riferisce alla consistenza dei cibi utilizzati.

Molte diete liquide risultano piuttosto rigide ed estreme; altre sono più permissive e possono essere gestite in autonomia.

La maggior parte delle diete liquide limita l’assunzione degli alimenti a succhi di frutta, frullati e centrifugati di frutta e/o ortaggi e questi dovrebbero costituire i pasti della giornata. E’ una tipologia di dieta che fa dimagrire perché consente di instaurare un bilancio calorico negativo, cioè si mangiano meno calorie di quante invece l’organismo ne consuma.

Tuttavia se il taglio calorico diventa eccessivo anche la dieta liquida determina una perdita di liquidi, ai quali si associa ovviamente una riduzione di massa adiposa e un’altra, più o meno importante, di massa muscolare.

Gli aspetti negativi della dieta liquida sono dunque numerosi e  quelli più importanti possono essere:

Le statistiche mostrano che il dimagrimento ottenuto con le diete liquide non viene mantenuto nel tempo. Probabilmente, l’esito negativo del sistema è imputabile all’eccessiva restrizione alimentare e alla mancanza di educazione per il mantenimento del peso.  Queste diete, dunque, non sono da considerarsi una soluzione corretta, non forniscono alcun tipo di educazione alimentare e, al contrario, determinano il consolidamento di abitudini sbagliate. Inoltre, sono per lo più carenti di nutrienti;  di molecole essenziali (acidi grassi e amminoacidi), di alcune vitamine e di  alcuni sali minerali.

Alcune diete liquide sono addirittura  fortemente ipocaloriche e possono  addirittura compromettere lo stato di salute. I sintomi più frequenti di eventuali problematiche causate da questa dieta sono stanchezza, vertigini, perdita di capelli, calcoli biliari e difficoltà nell’evacuazione.

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GLI ALIMENTI CONSIGLIATI IN PRIMAVERA

In primavera le giornate si allungano e le temperature più miti invogliano a trascorrere più tempo all’aperto. Spesso ci sentiamo stanchi e privi di energie e l’alimentazione può aiutarci a sentirci più in forze. Fra i macronutrienti i carboidrati sono un ottimo carburante così come le  vitamine del gruppo B, C, magnesio, ferro, iodio, fosforo, calcio, rame e manganese. Una dieta a stampo mediterraneo, ricca di frutta e verdura e il più possibile varia, può fornire nutrienti importanti garantendo il giusto equilibrio nutrizionale.

 Vediamo di seguito gli alimenti di stagione da consumare  in primavera per avere più energie.

Piselli: sono una fonte di carboidrati molto importante.  Ben il 38% delle energie fornite dai piselli freschi sono proprio in forma di carboidrati, con un vantaggio sono abbinati a fibre e a una buona quota di proteine.

Fave: Altri legumi primaverili che possono contribuire a  ricaricare le energie sono le fave. Oltre a contenere, proprio come i piselli, carboidrati abbinati a fibre e proteine, si tratta di una fonte di vitamina C insieme a vitamine del gruppo B , calcio, fosforo e ferro.

Fragole: sono altri i frutti che ti consentono di fare il pieno di vitamina C, per esempio le fragole. Contengono molti nutrienti tra cui: tiamina, riboflavina e niacina, calcio, fosforo e ferro.

Rucola:  la stagione della rucola va più o meno da marzo e settembre. Come le fragole e le fave, in primavera aiuta a fare il pieno di vitamina C.

Asparagi: Gli asparagi sono ricchi di folati e i folati aiutano a ridurre stanchezza e affaticamento. L’abbinamento tipico è con le uova, che sono una fonte di diversi dei nutrienti necessari alle cellule per produrre energia e per contrastare la stanchezza: tiamina, riboflavina, niacina, calcio, magnesio, fosforo, ferro, rame .

Carciofi: ideali per fare il pieno di un’altra vitamina del gruppo B che aiuta a produrre energia e a combattere stanchezza e affaticamento, la vitamina B6,

Agretti: Disponibili da marzo a fine maggio, gli agretti sono una fonte tipicamente primaverile di calcio.

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