
L’alimentazione ideale per chi soffre di diverticoli si divide in due strategie opposte a seconda dello stato della patologia: una dieta ricca di fibre durante la fase asintomatica (diverticolosi) e una dieta liquida o a bassissimo residuo di fibre durante la fase infiammatoria acuta (diverticolite).
I diverticoli sono piccole estroflessioni che si formano lungo le pareti dell’intestino crasso, principalmente a causa di un’elevata pressione interna e di una scarsa idratazione.Comprendere come modulare la dieta è fondamentale per prevenire le complicanze e garantire il benessere intestinale.
Fase 1: La dieta di prevenzione (Diverticolosi asintomatica)
Quando i diverticoli sono a riposo (fase di quiescenza), l’obiettivo principale è evitare la stitichezza e facilitare il transito intestinale. Una massa fecale morbida riduce la pressione sulle pareti del colon, prevenendo l’infiammazione.
- L’importanza delle fibre: È fondamentale assumere circa 30-40 grammi di fibre al giorno. Sono consigliati cereali integrali (pasta, riso, pane), avena, orzo e farro.
- Frutta e Verdura: Ottimi gli alimenti come mele, pere, arance, prugne, zucchine, carote, broccoli e cavolfiori. I legumi sono eccellenti, ma per evitare meteorismo o irritazioni è preferibile consumarli passati con il passaverdure.
- Idratazione: Le fibre hanno bisogno di liquidi per agire correttamente. È indispensabile bere almeno 1,5 – 2 litri di acqua naturale al giorno per evitare che le feci si induriscano, peggiorando la situazione.
Fase 2: La dieta di attacco (Diverticolite acuta)
Se uno o più diverticoli si infiammano, si entra nella fase di diverticolite, caratterizzata da forti dolori addominali, alterazione dell’alvo e talvolta febbre. In questo caso, l’intestino deve riposare, e la dieta va stravolta completamente sotto stretto controllo medico.
- Fase acuta iniziale: Nei casi più severi può essere richiesto il digiuno o una dieta esclusivamente liquida (brodi filtrati, camomilla, acqua).
- Fase di transizione (Basso residuo): Alla scomparsa dei sintomi acuti si reintroducono cibi a bassissimo contenuto di fibre. Sono concessi: riso e pasta raffinati (bianchi), semolino, pane bianco tostato, carni magre (pollo, tacchino), pesce cotto a vapore o lessato, uova e patate o carote bollite.
- Cibi da escludere tassativamente: In questa fase vanno eliminate tutte le fibre (frutta, verdura, integrali, legumi), oltre a latticini ricchi di lattosio, fritti e intingoli.
Gli alimenti consigliati da mettere nel carrello, suddivisi per categoria alimentare sono i seguenti:
- Cereali
Fase libera (quiescenza): pasta, riso e pane integrali, avena e farro. Limitare i prodotti industriali troppo grassi o elaborati.
Fase di infiammazione acuta: Consumare solo cereali raffinati come riso bianco, crema di riso e fette biscoltate bianche.
- Verdure
Fase libera (quiescenza): Scegliere zucchine, carote, patate, broccoli e spinaci. Evitare o limitare le verdure molto filamentose come finocchi, carciofi e fagiolini.
Fase di infiammazione acuta: Assumere solo centrifugati filtrati o brodi di carote e patate, eliminando completamente le fibre.
- Proteine
Fase libera (quiescenza): Inserire nel carrello pesce azzurro, carni bianche e legumi passati. Evitare le carni rosse grasse, gli insaccati e i salumi piccanti.
Fase di infiammazione acuta: Consumare solo carni bianche tritate, uova e pesce magro lesso come sogliola e platessa.
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Autore Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.