Nutrizione – Pagina 30 – Dr.ssa Cultrera Concetta

BENEFICI DEI CENTRIFUGATI DETOX

La parola detox non è altro che una disintossicazione, al fine di eliminare alcune tossine e sostanze dannose dal corpo. A beneficiarne quindi sarà tutto l’organismo: la pelle risulterà purificata, i capelli più luminosi e forti e persino le nostre energie.Disintossicarsi non è soltanto utile per chi cerca di perdere peso, bensì per il raggiungimento e mantenimento di una buona salute.

Vediamo di seguito le virtù e i benefici dei centrifugati di frutta e verdura da un punto di vista strettamente nutrizionale e di salute:

  •  Disintossicano l’organismo (effetto Detox). I succhi di alcuni frutti o verdure, e in alcuni casi di piante, sono ottimi per disintossicare il nostro corpo. I succhi vengono considerati disintossicanti grazie a vitamine, minerali ed enzimi, necessari per il fegato e per le sue funzioni.
  •  Favoriscono il transito intestinale: combattono stitichezza e malassorbimento.
  • Leniscono la mucosa gastrica e intestinale: sono ricchi di sostanze antinfiammatorie e lenitive.
  • Rafforzano la flora batterica intestinale: fibre e vitamine aiutano l’intestino a mantenersi in equilibrio.
  • Idratano e ossigenano tutti i tessuti: la quantità di acqua e ossigeno che apportano è davvero preziosa per l’organismo.

 Infine, è importante considerare il fattore assimilazione: il cibo solido ha bisogno di molte ore per essere digerito prima che il suo nutrimento sia disponibile per i tessuti e le cellule del corpo, cosa che non accade con i succhi freschi. Questi arrivano direttamente allo stomaco sotto forma di acqua viva vitaminizzata e ricca di nutrienti a disposizione dell’organismo.

In sostanza i centrifugati di frutta e verdura sono il mezzo attraverso il quale possiamo rifornire tutte le cellule e i tessuti del corpo, degli elementi e degli enzimi nutrizionali di cui necessitano. Il tutto nella modalità in cui possono essere più digeribili e assimilabili.

 I succhi vanno bevuti subito, per evitare un processo di ossidazione che li farà deperire in poco tempo, riducendo le proprietà nutrizionali e i benefici appena menzionati.

I centrifugati di frutta e verdura sono dunque dei veri e propri rigeneratori del corpo, forniscono alle cellule la “materia viva” che le rigenera e fortifica e se consumati freschi, come detto poc’anzi,contengono tutti gli amminoacidi, enzimi, sali, minerali e vitamine necessari al corpo umano.

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LA CERNIA RICCA DI VITAMINA B

La cernia è considerato uno dei pesci più gustosi e pregiati.

 E’ un pesce ricco di acidi grassi Omega 3, alleati preziosissimi della salute, di potassio, di selenio, di sali minerali (quali fosforo, calcio e iodio), di amminoacidi e di vitamine dei gruppi A-B-C-D. E’ altamente proteica, digeribile e si rivela perfetta in tutti i regimi alimentari, da quelli dimagranti, che necessariamente devono essere normo-lipidici e ipocalorici, a quelli predisposti per i celiaci e gli intolleranti al lattosio (la cernia infatti è totalmente priva degli zuccheri del latte e di glutine).

A tal proposito, sono proprio le vitamine del gruppo B contenute in questo gustosissimo pesce ad apportare benefici al metabolismo, a favorire un corretto funzionamento delle membrane cellulari e del sistema nervoso (soprattutto nei bambini e nei feti).

Viene considerato un pesce molto adatto ai bambini per i seguenti motivi:

  • Per la Digeribilità: Le carni bianche della cernia sono facili da digerire, ideali per i più piccoli. 
  • Per le poche lische: La cernia ha poche lische, il che la rende più sicura da dare ai bambini. 
  • Perché contiene molti nutrienti È ricca di proteine, acidi grassi Omega 3 (importanti per il sistema nervoso), vitamine (A, B, C, D) e minerali come fosforo, calcio e iodio. 
  • Per il suo sapore delicato: Ha un gusto delicato che è apprezzato anche dai bambini. 

Il consumo di cernia migliora il sistema immunitario e il metabolismo osseo grazie alla presenza di fosforo, che è uno degli elementi componenti il tessuto nervoso ed osseo; riduce gli stati ansiosi e depressivi; previene patologie quali l’ipertrigliceridemia e l’ipertensione arteriosa; migliora poi l’efficienza della ghiandola tiroidea grazie all’apporto di iodio.

Possono, dunque, consumare cernia senza problemi le donne in fase di allattamento, i bambini, le persone in terza età, i soggetti malnutriti o coloro che soffrono di malassorbimento intestinale causato da una mancanza di proteine nell’organismo. È inoltre consigliato il consumo di cernia nelle persone che praticano sport e attività aerobiche che vedono il coinvolgimento dell’apparato muscolare.

La cernia può essere cucinata al forno, in padella, in umido oppure essere gustata cruda, in una sorta di sushi: in questo caso richiede di essere tagliata molto sottile, vista la sua carne estremamente fibrosa.

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COSA MANGIARE PER LA SALUTE DEL CAVO ORALE

Esiste uno stretto legame tra la salute del cavo orale e la dieta in quanto se alcuni cibi possono prevenire la formazione della carie, altri ne possono favorire la comparsa. Tutti gli alimenti che consumiamo contengono zucchero, inclusi la verdura e il latte, che sono tuttavia essenziali per una sana alimentazione e che non devono essere eliminati dalla nostra dieta.

Per una buna salute del cavo orale  oltre all’impiego di Omega3 e Omega6, di importanza fondamentale è anche il consumo di vitamine, tra cui la D e la C, di sali minerali, in particolare calcio, magnesio e di antiossidanti. Ad avere un’influenza sullo stato di salute di denti e gengive è l’intero regime alimentare nel suo complesso più che il consumo di un singolo alimento In ogni caso, è consigliato il consumo di:

  • Frutta e verdura:  come ad esempio mele, carote, sedano, finocchio, che favoriscono la detersione dentale e aumentano la produzione di saliva, riducendo il rischio di carie. Verdure a foglia verde ricche di vitamine, minerali e calcio che rafforzano lo smalto dei denti, contengono acido folico e vitamine del gruppo B che riducono i disturbi gengivali durante la gravidanza.
  • frutta a guscio come noci, nocciole e mandorle ricche di calcio e proteine e povere di zuccheri
  • pesce fresco e azzurro
  • legumi e cereali integrali
  • il latte e derivati: per la presenza di calcio e il buon apporto proteico; ad esempio lo yogurt  ricco oltre che di calcio e proteine, di probiotici che contrastano l’azione dei batteri responsabili della carie

Cibi e bevande da evitare o limitare sono invece:

  • Zuccheri e carboidrati raffinati: Questi alimenti forniscono il “carburante” ai batteri nella bocca, che producono acidi responsabili della carie. Includono dolci, caramelle, biscotti, patatine e pane bianco. 
  • Bevande zuccherate: Bibite gassate, succhi di frutta confezionati e bevande energetiche  un quanto ricche di zuccheri che danneggiano lo smalto. 
  • Alimenti salati e grassi: Un eccesso di cibi molto salati (come frutta secca salata) e grassi può irritare le gengive. 
  • Alcolici: Il consumo di alcol può seccare la bocca e ridurre la produzione di saliva, aumentando il rischio di problemi orali. 
  • Cibi che macchiano i denti: Caffè, tè, vino rosso e salse scure possono macchiare lo smalto nel tempo. 
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WEST NILE E CONTAMINAZIONE DEL CIBO

Si parla tanto ultimamente  del il virus West Nile (WNV) tornato all’attenzione dell’opinione pubblica e degli operatori sanitari. Di recente diversi focolai si sono registrati in varie regioni italiane.

Sorge spontaneo chiedersi quali sono i reali rischi per la filiera alimentare e soprattutto se  i prodotti caseari e conservieri sono in qualche modo coinvolti o a rischio. La risposta, secondo le autorità sanitarie e scientifiche, è che non esistono rischi in quanto  i prodotti dell’industria casearia e conserviera non rappresentano una via di trasmissione del virus West Nile.

Il virus West Nile è trasmesso principalmente tramite la puntura di zanzare infette. Colpisce soprattutto gli uccelli selvatici, ma può occasionalmente infettare anche cavalli e esseri umani. Nella maggior parte dei casi, l’infezione nell’uomo è asintomatica o provoca sintomi lievi simili a quelli influenzali. Solo in rari casi può evolvere in forme più gravi, soprattutto in soggetti immunodepressi o anziani.

Sul fatto che il virus possa o meno contaminare il cibo, secondo l’EFSA (European Food Safety Authority) e l’ISS (Istituto Superiore di Sanità), non esistono evidenze scientifiche che indichino la possibilità di trasmissione del virus West Nile attraverso alimenti, incluso latte, formaggi, conserve, carne o derivati.

Nel dettaglio:

  • Latte e derivati caseari: anche nell’improbabile caso in cui un animale da latte venisse infettato, il trattamento termico (pastorizzazione o UHT) elimina qualsiasi rischio. I processi di trasformazione utilizzati nell’industria casearia sono efficaci nel garantire la sicurezza del prodotto finito.
  • Prodotti conservieri: le conserve vegetali, i prodotti a lunga conservazione e le trasformazioni industriali sottoposte a sterilizzazione, acidificazione o salatura non costituiscono un ambiente adatto per la sopravvivenza del virus.

Il sistema agroalimentare italiano è, infatti, fortemente regolamentato e dotato di strumenti di sorveglianza e tracciabilità lungo tutta la filiera. Inoltre:

  • I controlli veterinari negli allevamenti sono costanti.
  • La zootecnia è soggetta a piani di monitoraggio nazionale per malattie trasmissibili.
  • Le industrie casearie e conserviere rispettano rigide norme igienico-sanitarie e di autocontrollo (HACCP).
  • Le autorità competenti (Ministero della Salute, ASL, IZS) sono costantemente aggiornate sulla diffusione del virus e adottano misure precauzionali mirate sul comparto produttivo alimentare.

In sintesi, il virus West Nile non rappresenta un rischio per i consumatori né per la sicurezza dei prodotti caseari e conservieri. Quindi, non è necessario preoccuparsi di cibi o bevande contaminati, ma piuttosto è fondamentale proteggersi dalle punture di zanzara, soprattutto durante le ore di maggiore attività, come alba e tramonto.

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