Nutrizione – Pagina 50 – Dr.ssa Cultrera Concetta

GLI ALIMENTI DA EVITARE DURANTE LE TERAPIE ANTIBIOTICHE

Quando assumiamo antibiotici è molto importante ciò che mangiamo al fine di  massimizzare il più possibile l’efficacia del trattamento e prevenire effetti collaterali indesiderati. Alcuni alimenti possono interferire con l’assorbimento degli antibiotici o addirittura comprometterne l’efficacia, vediamo quali:

  • Gli alimenti fermentati, come crauti e kefir. Durante l’assunzione di antibiotici, è consigliabile limitare il consumo di questi alimenti poiché i batteri probiotici potrebbero interferire con l’azione degli antibiotici nel combattere le infezioni.
  • Prodotti lattiero-caseari: I prodotti come latte, formaggi e yogurt, sono spesso ricchi di calcio, il quale può legarsi agli antibiotici nel tratto digestivo, riducendo l’assorbimento e l’efficacia di alcuni antibiotici. Ad esempio, l’assunzione di latte o yogurt contemporaneamente all’antibiotico può ridurre la quantità di farmaco disponibile nel corpo, compromettendo la capacità dell’antibiotico di combattere l’infezione.
  • Gli alcolici: L’alcol può interagire con molti tipi di antibiotici, compromettendo il processo di guarigione e aumentando il rischio di effetti collaterali indesiderati. L’assunzione di alcol durante il trattamento antibiotico può aumentare, infatti,  il carico sul fegato e ridurre la sua capacità di metabolizzare in maniera adeguata il farmaco.
  • I cibi ricchi di fibre insolubili:  la crusca, i cereali integrali e frutta secca, sono noti per aumentare il movimento intestinale e ridurre il tempo di contatto degli antibiotici nel tratto digestivo. Questo può compromettere l’assorbimento ottimale degli antibiotici nel corpo, riducendo la loro efficacia nel combattere l’infezione. Durante il trattamento antibiotico, è consigliabile limitare il consumo di questi cibi e preferire fonti di fibre solubili, come frutta cotta, verdure cotte e fiocchi d’avena, che possono aiutare a rallentare il transito intestinale e migliorare l’assorbimento degli antibiotici.
  • I succhi di frutta acida: come succo d’arancia e limonata, possono influenzare il pH dello stomaco, rendendolo più acido. Questo cambiamento nel pH può interferire con l’assorbimento ottimale di alcuni antibiotici, specialmente quelli della classe delle penicilline. L’acidità dei succhi di frutta può ridurre l’ efficacia degli antibiotici nel raggiungere il flusso sanguigno e combattere l’infezione. Di conseguenza, è preferibile evitare o limitare il consumo di succhi di frutta acida durante il trattamento antibiotico per massimizzare l’efficacia del farmaco.

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In conclusione possiamo affermare che la corretta alimentazione durante l’assunzione di antibiotici può giocare un ruolo fondamentale nel garantire un trattamento efficace e una migliore guarigione. Evitare o limitare il consumo di alimenti che possono interferire con gli antibiotici è, infatti, essenziale per massimizzare i benefici del trattamento e ridurre il rischio di effetti collaterali.

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L’OLIO DI OLIVA E LA SUA SPREMITURA

L’Olio Extravergine d’Oliva (EVO) è un alimento fondamentale nella cucina mediterranea, ed è molto più di un semplice condimento, infatti, grazie alla sua composizione ricca di nutrienti, offre numerosi benefici  per la salute, vediamo i più importanti:

  • Protezione cellulare: gli antiossidanti presenti nell’olio EVO proteggono le cellule dai danni dei radicali liberi, rallentando i processi di invecchiamento e riducendo il rischio di malattie degenerative.
  • Cuore sano: i grassi monoinsaturi aiutano a ridurre il colesterolo LDL (“cattivo”) e aumentano il colesterolo HDL (“buono”), riducendo il rischio di malattie cardiovascolari.
  • Proprietà antinfiammatorie: gli antiossidanti come i polifenoli combattono l’infiammazione nel corpo, aiutando a prevenire malattie croniche come l’artrite e il diabete di tipo 2.
  • Supporto cognitivo: ricco di vitamina E ed altri composti bioattivi, l’olio EVO contribuisce a migliorare la memoria e le funzioni cognitive.

Esistono due tipologie di spremitura

Spremitura a freddo

Nella spremitura a freddo le olive vengono macinate in modo meccanico e a temperatura ambiente.
Grazie a questa fase di macinazione si ottiene una pasta, rimescolata in un macchinario (chiamato gramola), il quale è dotato di lame taglienti che separano le molecole di olio dalla loro matrice: si tratta della cosiddetta fase di gramolatura. L’estratto ottenuto viene posizionato sui cosiddetti fiscoli, ossia una serie di dischi impilati a formare una colonna su cui agisce una pressa. Si crea così la separazione di due parti:

Solida scartata e lavorata ulteriormente per ricavarne altri residui di olio;

Liquida centrifugata per allontanare definitivamente l’acqua dall’olio, il quale risulterà idoneo per essere classificato come extravergine.

In genere il frantoio a freddo agisce a temperature non superiori ai 27°C e ciò  garantisce la migliore qualità dell’olio estratto, anche a costo della resa che non sarà altissima.

Spremitura a caldo

La spremitura a caldo, invece, prevede l’applicazione di punti di calore durante i processi sopra elencati.
La presenza del calore aiuta a migliorare la resa dell’olio ottenuto, che sarà in maggiore quantità ma di qualità leggermente inferiore.
Il problema principale infatti è il surriscaldamento: la temperatura superiore ai 27°C, stabilita dalle norme della Comunità Europea, influenza negativamente alcuni parametri organolettici dipendenti da composti chimici come i polifenoli.

Tale olio avrà quindi dei parametri di acidità diversi ed il sapore sarà di conseguenza lievemente più dolce. Più le temperature utilizzate nel processo di estrazione sono elevate e maggiore sarà la dispersione dell’aroma fruttato.

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I CIBI CHE AIUTANO A RECUPERARE L’ENERGIA DOPO L’INFLUENZA

Si avvicina il periodo delle influenze invernali e quando ci colpiscono avvertiamo dolori in tutto il corpo, ci sentiamo spossati, desideriamo  stare a letto al caldo e perdiamo completamente l’appetito. Invece, quando siamo ammalati è fondamentale mangiare e nel modo corretto. Il cibo, infatti, aiuta il nostro sistema immunitario a combattere e sconfiggere la malattia e, di conseguenza, consente al nostro organismo di riprendersi.

Di seguito gli alimenti che non dovrebbero mancare sulle nostre tavole nei mesi a rischio influenza:

  • Frutta ricca di vitamina C : come ad esempio i kiwi e gli agrumi tra cui arance, mandarini, limoni, mandaranci, pompelmi. Gli agrumi sono in grado di aiutarci nella difesa dalle infezioni. Possono essere consumati come spuntino o da accompagnare alla colazione magari spremuti ed accostati alla verdura, migliorano l’assorbimento del ferro.
  • Legumi. Forniscono energia, proteine, ferro e fibre. Possono essere utilizzati surgelati, in scatola o secchi.
  • Verdura: cruda o al vapore. Certe verdure non si possono mangiare crude, ma la cottura al vapore conserva una buona quantità delle sostanze nutritive contenute nella verdura fresca (vitamine, sali minerali). La verdura, come la frutta, aiuta le nostre difese immunitarie per cui è ideale per combattere le influenze.
  • Cereali integrali: Grano antico, orzo e farro sono ideali consumati come zuppe e apportano fibra, che risulta importante per il nostro organismo in qualsiasi stagione dell’anno.
  • Miele: È ideale per dolcificare latte e bevande e sembra possa aiutare a difenderci dalle infezioni. Può essere aggiunto anche allo yogurt o consumato con pane e fette biscottate. E’ preferibile consumarlo con moderazione in quanto gli zuccheri che apporta rappresentano circa 80% del prodotto.
  • Bevande:  Nei mesi invernali, in alternativa all’acqua, è piacevole concedersi delle buone bevande calde che possono così contribuire all’idratazione tra cui: tè, caffè americano, tisane, orzo. Riscaldano, apportano liquidi e sono le uniche bevande che possono essere conteggiate a zero calorie perché sono realizzate con acqua senza aggiunta di zuccheri. Anche i brodi vegetali realizzati in casa con sedano, carota, cipolla sono ideali per una buona  idratazione.
  • Spezie: Pepe, peperoncino, erbe aromatiche, ma anche cannella, zenzero, curcuma. Possono essere aggiunte a piacere a cibi dolci o salati. Anche le spezie e le erbe aiutano il nostro sistema immunitario.
  • Cioccolato o cioccolata in tazza:  È il dolce ideale durante l’inverno, perché riscalda e dà energia. Va consumato con moderazione ed è sempre meglio scegliere quello fondente.
  • Latte e derivati:  In inverno si riduce la nostra esposizione al sole e quindi la produzione di vitamina D. Per questo, dobbiamo cercare di introdurre la vitamina anche con gli alimenti che ne sono ricchi, consumando due porzione di latte o yogurt al giorno.
  • Carne o pesce: Contengono zinco, che ci aiuta a combattere le infezioni. La carne andrebbe consumata massimo 3 volte alla settimana, preferendo i tagli bianchi e magri. Il pesce, almeno due volte, variandone la qualità.
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LE CASTAGNE I FRUTTI PIU’ APPREZZATI DEL PERIODO AUTUNNALE

Tra i frutti più conosciuti e apprezzati del periodo autunnale ci sono le castagne. Le castagne sono ricche di nutrienti tra cui carboidrati complessi (amido), fibre, proteine e sali minerali. Inoltre, sono una buona fonte di vitamine del gruppo B e non contengono colesterolo. Tali aspetti nutrizionali le rendono un alleato della salute e per questo in autunno non dovrebbero mancare nelle nostre tavole tra la frutta e verdura autunnale.

Vediamo di seguito i più importanti benefici delle castagne.

  • Aiutano a combattere l’anemia: grazie al loro contenuto di ferro.
  • Sono consigliate in gravidanza: in quanto contengono acido folico, una sostanza che aiuta ad evitare alcune malformazioni del feto.
  • Migliorano il sistema nervoso: sono ricche di sali minerali importanti, tra i quali il fosforo, in grado di potenziare l’attenzione e la memoria, per cui sono cibi utili per il sistema nervoso e per il suo mantenimento attivo.
  • Danno energia: il valore energetico delle castagne  le rende ottime per combattere stress e stanchezza e anche contro l’influenza dei periodi invernali, per recuperare le forze, agendo come ricostituente naturale.
  • Aiutano l’intestino: Il buon apporto di fibre le rende particolarmente adatte contro la stitichezza, in quanto aiutano a regolarizzare l’apparato intestinale. Tuttavia, è meglio evitare di mangiarle crude, perché possono risultare irritanti.
  • Contrastano il colesterolo alto: essendo un alimento di origine vegetale, le castagne sono prive di colesterolo. Questa caratteristica le rende adatte nella dieta per l’ipercolesterolemia, che si basa su alimenti ricchi di fibra vegetale e privi di colesterolo.
  • Possono essere consumate da chi soffre di celiachia: non contengono glutine e quindi, pur avendo caratteristiche nutrizionali simili ai cereali, possono essere consumate anche da chi soffre di celiachia. 

Le proprietà delle castagne sono molte e diversificate, tuttavia non fanno bene a tutti. Per il loro alto contenuto di carboidrati (zuccheri) le castagne sono sconsigliate a chi soffre di diabete, colite o obesità. Inoltre, al momento dell’acquisto o della raccolta è opportuno controllare che i frutti non siano stati colpiti da parassiti: la buccia deve essere brillante e intatta. Inoltre le castagne crude non fanno bene in quanto potrebbero causare problemi intestinali come cattiva digestione o gastrite. Meglio optare per le castagne cotte. Le castagne sono molto versatili e si prestano a tantissime ricette salate e dolci e per conservarle  a lungo e poterle utilizzare anche nei mesi in cui non sono più disponibili, bisogna lasciarle immerse per una settimana, cambiando l’acqua ogni giorno ed eliminando quelle che risalgono in superficie. Passati sette giorni, bisogna toglierle dall’acqua e farle asciugare all’aria aperta, in questo modo si potranno conservare anche per molti mesi, durante i quali diverranno via via più secche e saporite.

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