Nutrizione – Pagina 68 – Dr.ssa Cultrera Concetta

IL PEPERONCINO E’ RICCO DI VITAMINA C ED E

Il peperoncino è molto utilizzato in cucina per arricchire i sapori delle pietanze.

E’ ricco di vitamine C ed E, la vitamina C difende dalle infezioni, da tutte le malattie da raffreddamento e dai disturbi cardiovascolari ed insieme alla vitamina E, potenzia  le difese contro il cancro. Grazie alla vitamina E, inoltre, il peperoncino si è guadagnato il titolo di potente afrodisiaco,  la vitamina E è, infatti, la vitamina della fecondità e della potenza sessuale. Studi recenti hanno dimostrato che il peperoncino svolge anche un’azione antistaminica e potrebbe essere usato per curare l’allergia e l’asma.

La parte piccante è dovuta alla presenza di un alcaloide, la capsaicina, che conferisce, oltre all’aroma bruciante, la facilità di digestione. 

Di seguito tutti i più importanti benefici del Peperoncino:

  • è cardioprotettivo e riduce il colesterolo nel sangue;
  • ha proprietà antibatteriche ed antinfiammatorie, quindi molto indicato nel contrastare tosse e raucedine;
  • migliora la circolazione grazie alla sua capacità di stimolare il flusso sanguino;
  • è un vasodilatatore e, proprio per questo, prezioso alleato per la cura della fragilità capillare e delle vene varicose;
  • è povero in calorie  ed è ricco di vitamine (soprattutto C, ma anche E, K, B ed A),  sali minerali (tra cui fosforo, calcio, rame e potassio) e flavonoidi;
  • viene considerato un toccasana per la vista (grazie proprio alla presenza di vitamina A);
  • è un antidolorifico naturale, soprattutto per dolori muscolari e mal di denti;
  • aiuta a ridurre il grasso addominale, quindi utile per il controllo del peso corporeo.

Quando è preferibile  evitare il peperoncino

Nonostante il peperoncino sia una spezia dalle innumerevoli proprietà benefiche, un uso eccessivo può comportare controindicazioni. La dose tollerabile è molto soggettiva, ma di certo può risultare irritante in caso di patologie particolari momentanee o persistenti, quali per esempio: reflusso gastroesofageo, ulcera, morbo di Crohn, ragadi anali, emorroidi, cistiti, epatite e prostatiti.

In tutti questi casi è preferibile evitare l’assunzione o per lo meno limitarla in quanto un consumo eccessivo potrebbe irritare le mucose interne. Bisogna fare anche attenzione alle interferenze con alcuni medicinali soprattutto quelli con azione anticoagulante.

Il peperoncino risulta sconsigliato anche per le donne in gravidanza e in allattamento, oltre che per i bambini al di sotto dei 12 anni in quanto, avendo uno stomaco più delicato, potrebbero risentirne.

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TIROIDE E ALIMENTAZIONE

Gli ormoni tiroidei regolano il nostro metabolismo dunque un possibile malfunzionamento di questi ormoni comporta tutta una serie di sintomi e complicazioni potenzialmente dannosi per la salute. Le due più frequenti patologie legate alla tiroide sono l’ipertiroidismo, che si verifica quando vi è un eccesso di ormoni tiroidei, e l’ipotiroidismo, causato invece da un deficit di questi ormoni.

Per mantenere in buona salute  la nostra tiroide e tenere a bada i sintomi di ipertiroidismo o ipotiroidismo, oltre alle terapie farmacologiche, è consigliabile seguire una dieta sana ed equilibrata, che tenga sotto controllo i livelli di iodio, indispensabile per la produzione degli ormoni tiroidei e in grado, dunque, di influenzarne il funzionamento.

Non esiste una vera e propria dieta specifica per trattare i disturbi della tiroide tuttavia ci sono dei cibi giusti e cibi invece da evitare nel caso di disturbi della tiroide.

Alimenti consigliati per il benessere della tiroide:

  • Le uova: contengono selenio di cui abbiamo bisogno quotidianamente, il che lo rende un super-alleato della tiroide.
  • Alghe, crostacei, molluschi e pesce in particolare il pesce azzurro sono un’ottima fonte di iodio alimentare, con in più un basso apporto calorico.
  • Frutta secca con guscio tra cui anacardi, noci del Brasile e pistacchi;  sono, infatti,  tutti cibi ricchi di iodio e selenio, un altro nutriente utile a regolare gli ormoni tiroidei.
  • Yogurt e latte: lo yogurt magro o quello greco sono una buona fonte di iodio. Nel caso del latte, invece, una tazza di latte scremato ci permette di assumere circa un terzo del fabbisogno giornaliero di iodio.
  • I Frutti rossi: ricchi di antiossidanti, fanno bene alla tiroide. Diversi studi hanno evidenziato come i mirtilli rossi siano particolarmente ricchi di iodio e, dunque, un toccasana per la tiroide.

Alimenti da evitare o consumare in piccole quantità:

  • Verdure crucifere: cavolfiori, cavolo, broccoli, cavoletti di Bruxelles sono in grado di interferire con il metabolismo dello iodio e, quindi, provocare alterazioni nel funzionamento della tiroide. Va però specificato che il loro consumo moderato, nell’ambito di una dieta variata, non causa il manifestarsi di alcuna disfunzione a livello tiroideo.
  • Alimenti trasformati e cibi che solitamente consumiamo nei fast food  in quanto ricchi di sodio. Le persone che soffrono soprattutto di ipotiroidismo dovrebbero evitarne il consumo e preferire cibi più salutari.
  • Alcol: in quanto  ha un effetto tossico sulla produzione e l’azione degli ormoni tiroidei
  • Caffeina: diversi studi hanno evidenziato come bere caffè in concomitanza all’assunzione di terapie ormonali possa ridurne significativamente l’assorbimento. Per questo, il caffè andrebbe preso lontano dall’assunzione di farmaci per la tiroide.
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I LIMONI

La pianta del limone è un sempreverde come tutti gli agrumi e ha la caratteristica di rifiorire tre volte durante l’anno, anche in inverno, fornendo così tre fruttificazioni e tre varietà di limoni. Fin dall’antichità il limone è stato sempre considerato un frutto ricercato e prezioso usato anche a scopo terapeutico.

Le proprietà e i benefici del limone sono numerosi, così come i suoi valori nutrizionali. Il componente più noto del limone è sicuramente la vitamina C, di cui sono universalmente conosciute le importanti proprietà. Notevole poi la percentuale di acqua e di acido citrico, a fronte di un basso contenuto di zuccheri.
Questo frutto possiede anche un’azione ipotensiva, antiuricemica, antireumatica e una discreta azione diuretica. Favorisce l’assimilazione del ferro contenuto nei vegetali e stimola la digestione. Inoltre, l’acido citrico contenuto contribuisce all’assorbimento del calcio nel duodeno.

Nella scorza troviamo oli essenziali con azione battericida, antisettica, antimicotica, antifebbrile. Anche il succo di limone però è un antisettico e battericida naturale che diventa utile, ad esempio, per combattere mal di gola, afte della bocca e gengiviti.

Il succo di limone non è un acidificante, ma un alcalinizzante e un antiacido gastrico naturale.
Nella nausea o ipoacidità/iperacidità può essere utile come regolatore dell’ambiente gastrico tamponando la produzione di acido cloridrico. Ad esempio, una fetta di limone con zucchero ai lati si rileva molto efficace nel trattamento delle nausee in gravidanza; oppure la sua scorza, non trattata e bollita in acqua, è utile per migliorare la digestione se assunta dopo un pasto abbondante.

Il limone è controindicato in caso di nausea da gastrite o reflusso acido 
perché può peggiorare i sintomi, mentre fa molto bene nei casi di nausea dovuta a pesantezza di stomaco e digestione lenta: la buccia del limone bollita in acqua calda diventa un ottimo rimedio.
Gli usi del limone in cucina sono svariati. Il succo viene spesso usato in sostituzione dell’aceto per rendere diversi piatti più stuzzicanti e appetitosi. Serve inoltre per preparare marinate per intenerire o insaporire carni e pesci.

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LE CAROTE ORTAGGIO VERSATILE E AMATO DAI BAMBINI

Le carote sono un ortaggio molto versatile e amato dai bambini. Si possono gustare crude in insalata, o cotte, come base di molte preparazioni.  Possono essere utilizzate per preparare dolci, come la marmellata di carote, o torte, con cioccolato, cocco e frutta secca, molto apprezzate anche nell’alimentazione vegana e crudista o dai celiaci. Infine, le centrifughe di carote, o i succhi, sono perfetti per potenziare l’azione depurativa di questo ortaggio.

Le proprietà delle carote sono numerosissime, vengono considerate una vera e propria miniera di minerali, con molti effetti benefici per la pelle e l’organismo.  

Proprio per l’ottimo contenuto di minerali e vitamine la carota è consigliata in caso di carenze di queste sostanza, rappresentando un valido aiuto naturale. Tuttavia, in quanto fonte di riserve zuccherine, non va dimenticato che la carota è considerata un ortaggio calorico.

I più importanti benefici delle carote:

  • Hanno una azione antiossidante , antitumorale e benefico per la crescita cellulare, per la pelle, per il cuore e per gli occhi.
  •  Regolano le funzioni intestinali, agendo sia come antidiarroico che come lassativo.
  • Sono diuretiche e depurative, per questo aiutano in caso di cistiti, calcoli o problemi urinari.
  • Hanno proprietà antiossidanti, utili nel contrastare i radicali liberi e nel rafforzare il sistema immunitario.
  • Contribuiscono ad  abbassare i livelli di colesterolo LDL nel sangue
  • Fanno bene alla vista, vitamina A e beta-carotene, infatti, sono tra le vitamine per gli occhi, utili alla vista, migliorando anche la visione notturna, e in caso di cataratta.
  • Favorisce la salute delle ossa grazie al suo contenuto di vitammina k, uun nutriente importante per prevenire l’osteoporosi.

A questi numerosi benefici si aggiunge che tutti gli alimenti di colore rosso, giallo o arancione, come le carote, ricche di beta-carotene, favoriscono la bellezza della pelle e, in particolare, l’abbronzatura. Il beta-carotene, infatti, stimola la produzione di melanina, una sostanza che agisce da pigmento con funzione fotoprotettiva, per limitare l’azione dei raggi ultravioletti. Inoltre, i minerali e la vitamina E presenti nelle carote le rendono benefiche per lo scheletro, per i muscoli, ma anche per pelle, capelli e sistema nervoso.

COME CUCINARLE La cottura al vapore è la modalità di cottura più efficace per preservare vitamine e sali minerali. Possono essere anche bollite, cotte al forno oppure consumate crude. Per assorbire maggiormente il beta-carotene però, sarebbe bene cuocerle per alcuni minuti con un filo d’olio extravergine di oliva, poiché l’assorbimento di questa molecola è favorito dalla presenza di un grasso. 

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