Nutrizione – Pagina 69 – Dr.ssa Cultrera Concetta

LA DIETA IN BIANCO QUANDO E PERCHE’?

Quando si hanno disturbi intestinali che causano diarrea o difficoltà digestive in genere è molto frequente seguire una dieta “in bianco”.Parlare di dieta in bianco deve essere intesa come un approccio alimentare volto ad evitare di appesantire l’apparato digerente e allo stesso tempo garantire i nutrienti minimi per non debilitare ulteriormente il fisico già provato dalla malattia.

Si tratta di un regime alimentare che non ci appesantisce, ma che allo stesso tempo sia sostenibile ed in grado di favorire un pieno recupero delle forze. Allo stesso tempo una dieta leggera come quella in bianco è utile per qualche giorno come  rimedio dopo un’abbuffata che provoca gonfiore e senso di pesantezza, prima di tornare gradualmente alla normale alimentazione.

Lo scopo principale del mangiare in bianco, quindi, è quello di evitare alcuni fastidi e favorire un completo recupero del benessere intestinale, per esempio a seguito di una gastroenterite virale (influenza intestinale).

Tipicamente “in bianco” vuol dire consumare alimenti:

  • poco conditi,
  • leggeri (facili da digerire)
  • che non aumentino troppo la motilità intestinale, in modo da contrastare i sintomi.

Ingredienti prìncipi di questo tipo di alimentazione sono cereali, riso e pasta, ma anche patate, carne bianca, pesce e poca verdura e frutta. Si tratta, ovviamente, di regime molto stringente (e per questo temporaneo) che spesso permette di raggiungere buoni risultati andando a ridurre o sopprimere l’assunzione di alcuni cibi, come ad esempio:

  • cibi contenenti lattosio (latte, latticini, ma anche alcuni salumi), per evitare la possibilità di fermentazione di questo zucchero che può causare gas, gonfiore, dolore e diarrea;
  • cibi contenenti un alto quantitativo di fibre (verze, cavolfiori, broccoli, ceci, fagioli, piselli, fave), che sostanzialmente potrebbero avere lo stesso effetto del lattosio anche se attraverso una reazione diversa;
  • cibi grassi (condimenti come olio e burro o alcuni tipi di carne), che facilitano la motilità intestinale, che in questo caso è un effetto non voluto;
  • cibi eccitanti (caffè o bevande zuccherate), che agiscono a livello nervoso stimolando la peristalsi.

In un regime alimentare in bianco i condimenti vanno limitati al massimo, niente sale né olio, cottura preferibilmente al vapore, per aggiungere un po’ di sapore si possono utilizzare l’aceto o il limone.

Si raccomanda di masticare bene e a lungo e di privilegiare i seguenti metodi di cottura:

  • pasta/riso bolliti,
  • pesce e carne lessati, al vapore o ai ferri,
  • verdura cruda o, preferibilmente, lessata o stufata,
  • frutta fresca privata della buccia e cotta.

Ovviamente un regime del genere non può essere sostenuto per  lungo tempo e diventa importante parlarne con un medico in modo da verificare l’adeguatezza personale.

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L’AZIONE ANTIOSSIDANTE E ANTITUMORALE DEGLI SPINACI

Gli spinaci sono delle verdure molto versatili in cucina e molto utili per la nostra salute.  Si possono preparare in tanti modi e utilizzare diverse cotture: al vapore, al forno, come contorno o in un soffritto.

Sono un prelibato ingrediente nelle farciture di ravioli e tortelloni, nelle frittate, nelle pasta salate, nelle polpette e nei tortini di riso.Oltre al loro sapore piacevole e alla versatilità culinaria, gli spinaci offrono innumerevoli benefici per la salute.  Hanno poche calorie, sono ricchi di vitamine e minerali e contengono antiossidanti che proteggono dalle malattie croniche e contribuiscono al benessere del cervello, del sistema cardiovascolare e degli occhi.

I PIU’ IMPORTANTI BENEFICI

  • Aiutano la vista: contengono sostanze tra cui luteina e zeaxantina, che svolgono un’azione preventiva nei confronti di alcune patologie, come la degenerazione maculare e la cataratta. Anche  il beta-carotene, contenuto negli spinaci è importante per la vista, poiché in grado di prevenire ulcere oculari e disturbi come il  prurito, arrossamento e irritazione.
  • Favoriscono la salute del cuore:  Grazie all’elevato contenuto di potassio, gli spinaci sono un ortaggio molto importante per la salute del cuore e dell’intero apparato cardiovascolare. In particolare, sono indicati in caso di ipertensione.
  • Ideali se si soffre di anemia: Il buon apporto di ferro rende gli spinaci utili in caso di carenza di questo minerale e di anemia. L’ideale sarebbe consumare gli spinaci condendoli con alimenti ad alto contenuto di vitamina C, come il limone per esempio, in grado di favorire l’assorbimento del ferro. Inoltre la cottura aumenta la disponibilità del ferro per cui sarebbe preferibile consumarli così.

Tra gli altri importanti benefici, vi sono i seguenti:

  • Aiutano a rafforzare il sistema immunitario e sono molto consigliati  in gravidanza.
  • Aitano le persone che soffrono di stipsi e costipazione grazie al loro contenuto di acqua e fibra. Mantengono  in salute l’apparato digerente, proteggendo il rivestimento dello stomaco e favorendo la funzionalità intestinale e lo svuotamento del colon
  •  Hanno un ottimo apporto proteico 

Come dicevamo si possono consumare in svariati modi sia crudi che cotti. Nel primo caso,  possono essere consumati  in insalata, oppure appena scottati al vapore. Gli spinaci cotti, invece, vengono fatti bollire in acqua, e dopo possono poi essere saltati con il burro o con del formaggio magro, oppure anche stufati. Sono molto buoni anche sotto forma di purè.

   All’acquisto, gli spinaci devono avere foglie ben verdi, lucide, spesse e intere e prima di consumarli vanno    sempre lavati molto bene, poiché si tratta di ortaggi che crescono e si sviluppano a stretto contatto con il terreno.

Devono consumare con moderazione gli spinaci:

  • le persone che soffrono di calcolosi renale ossalica a causa del contenuto in acido ossalico che si può depositare sotto forma di sali di calcio
  •  dato il contenuto di vitamina K, che ha proprietà coagulanti, si consiglia un consumo minimo di spinaci nelle persone che assumono anticoagulanti.
  •  Bisogna fare attenzione anche alla qualità degli spinaci freschi, poiché se non sono ben freschi possono contenere nitriti, che hanno effetti nocivi sulla salute.
  • Per la possibile azione lassativa, infine, si consiglia un consumo moderato in coloro che soffrono di colite o frequenti episodi diarroici.
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I CIBI ANTIDOLORE QUALI SONO E COME ATTUTISCONO IL DOLORE

Ricerche e studi hanno dimostrato che un’alimentazione ricca di cibi antiossidanti e antinfiammatori potrebbe contribuire alla riduzione del dolore cronico, di cui soffrono ormai sempre più persone indipendentemente dall’età.

Il dolore cronico è da considerarsi una vera e propria patologia, che può essere in alcuni casi molto invalidante. Le più frequenti patologie sono il mal di schiena, le patologie a carico dei nervi periferici, oppure la nevralgia post-erpetica meglio conosciuta come fuoco di sant’Antonio.

Forme di dolore cronico sono anche: i dolori post operatori come quelli all’anca o al ginocchio o dolori causati dall’obesità, che è, infatti, un importante fattore di rischio anche per il dolore cronico che può provocare.

Sorge spontaneo chiedersi se esistono alimenti che possono ridurre o favorire il dolore e in che quantità e con quale frequenza dovrebbero essere consumati. Molti alimenti hanno una attività antinfiammatoria e antiossidante, mentre altri hanno attività pro-infiammatoria e pro-ossidante e quindi dovrebbero essere evitati.

Di seguito quelli che possono essere considerati cibi anti-dolore:

  • L’acqua: l’ideale sarebbe berne almeno due litri al giorno perché un paziente ben idratato risponde meglio alla fisioterapia e soffre meno.
  • Lo Zenzero: I gingeroli racchiusi nello zenzero hanno proprietà analgesiche, che aiutano a contrastare il mal di testa e possono mitigare certi dolori osteoarticolari.
  • Frutta e verdura: molto ricche di antiossidanti, e i cereali a basso indice glicemico, come pane, riso o pasta integrali. In tutti i pazienti che presentano alti livelli infiammatori e soffrono di dolori cronici, il consumo di cereali integrali e di legumi può ridurre l’infiammazione. Inoltre, i cereali a basso indice glicemico, i legumi, la verdura e la frutta, che andrebbe possibilmente mangiata con la buccia, contengono un alto contenuto di fibre, le quali favoriscono il transito intestinale e aiutano a combattere la stitichezza causata dagli oppiacei assunti per il dolore.
  • La curcuma: la curcuma esprime qualità antiflogistiche e antidolorifiche, in gran parte dovute alla sinergia tra curcumina e altri curcuminoidi, i suoi principali costituenti dotati di attività farmacologica.
  • Integratori di vitamina D, vitamina B12, acidi grassi Omega 3 e fibre, sono importanti per tutti i pazienti affetti da dolore cronico che presentano bassi livelli ematici di queste vitamine, che consumano poche fibre o poco pesce e quindi non assumono abbastanza Omega 3.

Da consumare con moderazione o da evitare

  • Le carni rosse, i dolci e i cereali raffinati: Carne rossa, dolci e cereali raffinati, invece, sarebbero da consumare saltuariamente, in quanto cibi pro-infiammatori e pro-ossidanti.
  • Formaggi stagionati, bevande alcoliche, il cioccolato, gli agrumi o i cibi ricchi di glutammato: In tema di dolore quello che colpisce la testa è uno dei più diffusi. E spesso ciò che si è mangiato assume un ruolo importante.  Esistono degli alimenti che possono fungere da fattore scatenante di un singolo attacco di emicrania tra questi:  formaggi stagionati, bevande alcoliche, il cioccolato, gli agrumi o i cibi ricchi di glutammato.

Per quanto riguarda il ruolo della caffeina nell’insorgenza del mal di testa, ci sono diversi pareri. Secondo alcuni studi l’eccesso di caffeina può provocare cefalea e contribuire alla cronicizzazione del mal di testa, mentre secondo altri i fastidi possono derivare da un’assunzione non costante (ad esempio una tazzina di caffè un giorno, quattro il giorno successivo).

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IL  MANDARINO FRUTTO TIPICO DELLE FESTE

I mandarini sono frutti dolci, freschi e profumati e sono così buoni  e saporiti da poter essere considerati quasi dei dolcetti. Oltre ad essere buoni, tuttavia, questi frutti sono ideali per essere serviti nel periodo di Natale a tavola con parenti ed amici.


Contengono numerose sostante nutritive, sono , infatti, ricchi di vitamina C e di minerali preziosi come il magnesio e il ferro e sono in grado di placare la voglia di zuccheri in modo sano. Godono inoltre di tante proprietà che possono essere riassunte brevemente così:

  • Sono ricchi di vitamine
  • Contengono acido folico
  • Favoriscono la digestione
  • Stimolano la diuresi
  • Fanno bene all’intestino
  • Regolano la pressione arteriosa
  • Contrastano la ritenzione idrica
  • Hanno proprietà antitumorali
  • Disintossicano il fegato
  • Contrastano l’insorgenza di ictus
  • Fanno bene alla vista
  • Abbassano i livelli di colesterolo cattivo
  • Rafforzano il sistema immunitario

Il mandarino è un frutto tipicamente invernale, anche per questo riscuote grande successo durante le festività natalizie: si tratta del periodo in cui raggiunge il massimo della bontà. Normalmente la raccolta comincia a ottobre o novembre, a seconda dell’annata e delle condizioni meteorologiche

Gustare i mandarini durante le festività  è da considerare, infatti,  una vera e propria tradizione. Oltre che per i motivi riportati qui sopra, infatti, i mandarini sono tra i frutti portafortuna del Natale. Si dice, infatti, che averli in casa porti fortuna e sia di buon augurio.

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