Nutrizione – Pagina 78 – Dr.ssa Cultrera Concetta

COME ACCELERARE IL NOSTRO METABOLISMO

A volte può capitare che nonostante si segua una dieta piuttosto rigida non si riesce a perdere peso e le cause sono da attribuire a diversi fattori. Il metabolismo, per esempio, è legato al peso e influenza il fabbisogno energetico di base del corpo. Però, è anche vero che le quantità di cibo ingerite e la pratica costante (o l’assenza) di attività fisica, contribuiscono altresì a determinare il peso. E un metabolismo poco efficiente può incidere sulla perdita dei chili in eccesso.

Il termine metabolismo viene utilizzato per descrivere tutti i processi chimici che si verificano di continuo all’interno del nostro corpo per trasformare gli alimenti ingeriti in energia. Quest’ultima viene poi impiegata per il funzionamento di cellule, organi, tessuti.

L’alimentazione è strettamente collegata al metabolismo. Tuttavia, ognuno di noi ha necessità differenti, come anche un corredo genetico e un’età specifica. Per questo in alcuni individui il metabolismo potrebbe funzionare in modo efficace (o no), rispetto ad altri.

Si può migliorare il metabolismo seguendo alcune buone abitudini, vediamo quali:

  • Fare attività fisica: è importante praticare sport o fare delle passeggiate.
  • Aumentare la massa magra: è importante praticare esercizi di tonificazione e rafforzamento muscolare.
  • Seguire  un’alimentazione equilibrata: Trovare il giusto equilibrio con il cibo, costituisce una delle armi segrete per stimolare il metabolismo. Occorre seguire una dieta bilanciata ed evitare di saltare i pasti in quanto non farebbe altro che impattare negativamente sul metabolismo.
  • Mangiare lentamente, sminuzzando per bene il cibo: questo faciliterà il processo digestivo ed eviterà che il metabolismo rallenti.
  • Bere tanta acqua: preferire sempre l’acqua allebevande alcoliche o zuccherate che apportano calorie.
  • Mangiare poco e spesso: Fare dei pasti contenuti, ma con frequenza, aiuta a mantenere in movimento il metabolismo, permettendo di bruciare più calorie durante il giorno. Inoltre, questo aiuterà ad evitare di arrivare con una gran fame ai pasti principali.
  • Consumare ogni tanto cibi piccanti: Alimenti come il peperoncino, contengono sostanze chimiche naturali che possono stimolare il metabolismo, anche se solo temporaneamente.
  • Dormire le ore necessarie: Un buon sonno aiuta ad affrontare bene la giornata. Diversamente, non dormire abbastanza influisce negativamente sull’organismo in quanto può ridurre le calorie bruciate e disturbare gli ormoni che regolano l’appetito.

L’avanzare dell’età rappresenta uno dei fattori che può causare un rallentamento del metabolismo. Ma questo potrebbe verificarsi anche in alcuni particolari momenti nella vita di una donna, come la gravidanza o la menopausa. In questi casi, è quanto mai importante fornire al proprio organismo le quantità necessarie di vitamine e sali minerali per far sì che tutto funzioni al meglio in quanto diversamente, si potrebbe andare incontro a carenze, che possono riguardare indistintamente uomini e donne.

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DIETA PER OSTEOPOROSI COSA MANGIARE E COSA EVITARE

L’osteoporosi è un problema molto diffuso specie tra le persone di età avanzata. L’alimentazione così come delle sane abitudini comportamentali aiutano molto ad alleviare questo fastidioso disturbo.
Con l’osteoporosi le ossa diventano più fragili e sono, quindi, esposte a maggior rischio di fratture, anche per traumi di lieve entità.

Molto importante è assumere una giusta quantità di calcio.  Quest’ultimo aiuta a costruire le ossa ed è il micronutriente più importante nella prevenzione e nel trattamento dell’osteoporosi. Lo si può trovare principalmente in questi cibi, tutti consigliati per chi soffre di questo problema:

  • latte e altri prodotti lattiero caseari come yogurt e formaggi.
  • tofu, il cosiddetto “formaggio di soia”
  • pesce, come quello azzurro, i polpi, i calamari e i gamberi
  • verdure verdi come rucola, cavolo riccio, cime di rapa, broccoli, carciofi, spinaci, cardi. Ma attenzione: il calcio delle verdure è molto meno assimilabile di quello dei latticini.
  • frutta secca (mandorle, arachidi, pistacchi, noci, nocciole) non bisogna però esagerare con le quantità perché è molto calorica.
  • legumi, in particolare i ceci, le lenticchie e i fagioli.

Da evitare, o quanto meno limitare il più possibile vi sono invece:

  • le bevande contenenti teina e caffeina: perché queste influiscono negativamente sull’assorbimento intestinale del calcio.
  • L’alcol:  per i suoi effetti negativi sull’osso: inibisce le cellule che producono nuovo osso, chiamate osteoblasti e stimola le cellule deputate alla distruzione del tessuto osseo vecchio, cellule che prendono il nome di osteoclasti, inoltre  riduce l’assorbimento del calcio a livello dell’intestino.
  • Sale: evitare cibi troppo salati, più sale si mangia, più calcio perde il corpo. 

Consigli utili:

  • Seguire un’alimentazione sana e ricca di calcio.
  • prendere il sole e fare il più possibile scorta di vitamina D.
  • fare  movimento e attività fisica da adattare in base all’età.
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COME AIUTARE I BAMBINI AD ACCETTARE NUOVI SAPORI

Molti bambini tendono a mangiare sempre gli stessi cibi senza provare mai nulla di nuovo quasi spaventati da un nuovo sapore. In realtà oggi abbiamo a disposizione una gamma di prodotti alimentari di alta qualità e biologici da poter proporre ai nostri figli, per fornire loro tutti i nutrienti di cui hanno bisogno.

Il gusto dei bambini inizia a formarsi nella pancia della mamma e poi con l’allattamento, ma può sempre evolvere e cambiare. Dunque non è mai troppo tardi perché i bambini si abituino a nuovi sapori e consistenze. Di seguito alcuni consigli per far sì che i bambini sviluppino un buon rapporto con il cibo e mangino in modo vario e sano.

  • Tenere i bambini a tavola con noi:  La convivialità, i diversi cibi che passano sulla tavola, gli odori, i colori l’atmosfera sono già una lezione di gusto.
  • Far assaggiare le verdure sin dallo svezzamento: tra queste si possono proporre piselli, carote, patate, fagiolini, zucchine, cipolle, sedano rapa, zucca e molto altro. Bisognerebbe lasciare i bambini liberi di seguire la loro curiosità: manipolare il cibo, schiacciarlo e mettere le manine alla bocca in modo da familiarizzare con i sapori delle verdure, sviluppandone il gusto.
  •  Non forzare i bambini a mangiare e non usare il cibo come ricatto:  se i bambini sono in salute non bisogna costringerli a mangiare quando non ne hanno voglia ma bisognerebbe adattarsi  alle loro quantità e anche ai loro ritmi, potrebbero aver bisogno di più pasti piccoli per assimilare i nutrimenti necessari.
  •  Creare un menù settimanale aiuta la varietà: Il più delle volte a causa dei numerosi impegni giornalieri portiamo in tavola sempre le stesse cose. Un modo molto semplice per ovviare a questo è il “menù settimanale”: ad inizio settimana basta fare una lista di cosa proporre durante la settimana; la pianificazione consentirà di bilanciare quello che si propone, evitando di mettere in tavola sempre gli stessi cibi.
  • Cucinare insieme ai bambini: Farsi aiutare in cucina dai bambini li rende meno diffidenti verso il cibo e coinvolgerli nella preparazione li avvicina a scoprire come si combinano i sapori, cosa c’è nel piatto e a poco a poco li renderà più inclini a provare le proposte della tavola.
  • Riproporre dei cibi a cui avevano detto “No”: E’ un classico che la seconda volta che proponiamo ai bambini una minestra  che gli era piaciuta ci dicano “non mi piace” senza neanche assaggiare questo perché  i bambini si dimenticano e cambiano. Per questo, se viene detto no ad un certo piatto bisogna sempre riproporlo dopo un po’.
  • Proporre ai bambini nuovi piatti quando si è in viaggio: Andare con i bambini alla scoperta delle specialità culinarie locali evitando di proporre sempre gli stessi piatti anche quando si è fuori. Sarà una lezione di apertura non solo dei confini culinari, ma anche dei loro confini culturali.
  • Coltivare l’orto insieme ai bambini: sarebbe bello mettere in vaso, con i bambini, una piantina di pomodori, di zucchine o di insalata. I bambini adoreranno innaffiarla e vederla crescere e i frutti del proprio lavoro hanno sempre quel qualcosa in più e sarà difficile che non vogliano neanche assaggiarli.
  • Rendere il più possibile  i cibi divertenti: quando abbiamo tempo fa la differenza dare all’impiattamento del cibo un’aria divertente. Usando olive, formaggio, verdure fresche, tubetti di verdure concentrate, possiamo sorprendere i bambini dando al cibo la forma di facce buffe o farci aiutare a realizzarle.
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PERCHE’ PREFERIRE IL RISO ALLA PASTA

Spesso quando ci troviamo a dover scegliere tra pasta e riso, la preferenza ricade sempre sul riso.

Il riso, infatti, non è soltanto un ottimo carburante, sano e nutriente, ma è anche un prodotto dietetico naturale. In Giappone, è al centro della cucina tradizionale, ed è considerato un “functional food”, ovvero un prodotto alimentare assimilabile a un superfood, grazie alle sue proprietà e ai valori nutrizionali.

 Anche in Italia il riso è un  alimento amato e molto consumato da grandi e piccini. Vediamo di seguito i suoi benefici e i motivi che spingono molti a preferirlo alla pasta:

  • Perché rispetto alla pasta è più facile da digerire: Il riso è altamente digeribile, in misura superiore a qualsiasi altro farinaceo, pasta compresa.
  •  Non contiene glutine: per questo motivo può essere assunto anche da chi è intollerante o affetto da celiachia.
  • Controlla il colesterolo: Aiuta a contenere i livelli di colesterolo e trigliceridi.
  • Contiene proteine essenziali: Il riso contiene proteine qualitativamente superiori.
  •  È ricco di sali minerali: Il riso dà un apporto equilibrato di sali minerali, è ricco di potassio e ha un basso contenuto di sodio.
  •  Rende la pelle più elastica: Ha un’elevata presenza di acidi grassi essenziali, come l’acido linoleico che mantiene la pelle del viso elastica e soda.
  • Contrasta la pressione alta: Il riso è ottimo per contrastare l’ipertensione. Numerosi studi hanno dimostrato che una particolare frazione peptidica isolata dalla glutenina del riso ha una spiccata attività antipertensiva.
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