Nutrizione – Pagina 81 – Dr.ssa Cultrera Concetta

IL FABBISOGNO PROTEICO DEI BAMBINI

Le proteine sono molto importanti a tutte le età, ma soprattutto in età pediatrica in quanto rappresentano “i mattoncini” necessari a costruire nuovi tessuti e a riparare quelli danneggiati. Quello che probabilmente non tutti sanno è che un eccesso proteico nei bambini, determina un sovraccarico renale e predispone allo sviluppo dell’obesità e di altre malattie.

In termini nutrizionali, la proteina è una dei tre macronutrienti essenziali di cui il nostro corpo necessita per sopravvivere. A differenza degli altri macronutrienti e dei micronutrienti, il corpo non è in grado di immagazzinare proteine, motivo per cui bisogna assumerle quotidianamente attraverso i cibi.

Le proteine vengono utilizzate per ogni attività svolta all’interno dell’organismo; intervengono nel trasporto di ossigeno, costruiscono e riparano i tessuti, partecipano alla sintesi degli enzimi, degli ormoni e di altri composti chimici.

Gli alimenti ricchi di proteine sono: carne, pesce, uova, latte e formaggi. Tuttavia, accanto alle proteine di origine animale vi sono le proteine di origine vegetale presenti in: legumi, cereali, frutta a guscio, semi e prodotti della soia.

 Le proteine di origine animale vengono definite complete: contengono tutti gli AA essenziali in quantità e in rapporti equilibrati. Le proteine vegetali si definiscono incomplete: poiché non contengono tutti gli AA essenziali. Queste carenze possono essere superate semplicemente utilizzando appropriate associazioni alimentari, un classico esempio è l’associazione tra cereali e legumi.

È fortemente consigliato consumare una sola fonte di proteine a ogni pasto cercando di non combinarle nello stesso pasto. Questo è particolarmente importante nell’alimentazione dei bambini poiché la combinazione di diverse fonti proteiche altera la biodisponibilità degli oligoelementi presenti.

In un piano alimentare equilibrato le fonti proteiche dovrebbero essere il 50% di origine animale e il 50% di origine vegetale. In linea generale, un piano alimentare per un bambino dovrebbe seguire questa ripartizione delle fonti proteiche: 4/5 porzioni di legumi, 3/4 di pesce, 1 uovo a settimana, 1 porzione di carne rossa, 2 porzioni di carne bianca, 2 porzioni di formaggio.

E’ molto frequente con l’inizio dello svezzamento che  più del 50% dei bambini assuma più proteine del dovuto. Tra i dodici mesi ed i tre anni di vita, si stima che, la totalità dei bambini assume una quantità di proteine in eccesso rispetto alle raccomandazioni.

Problemi derivanti dall’eccesso proteico

Le conseguenze derivanti dell’eccessiva assunzione di proteine sono: un aumento del lavoro dei reni con conseguente sovraccarico e un maggior rischio di sviluppare obesità, diabete tipo 2 e stati infiammatori in risposta allo stimolo a secernere ormoni come insulina e Igf1(fattore di crescita).

Risulta, pertanto, importante ridurre l’assunzione di proteine nei bambini, sia di origine animale che di origine vegetale. Non dimentichiamo , però, che contribuiscono al mantenimento di un buono stato di salute e sono fondamentali nel processo di crescita, pertanto, bisogna porre attenzione alla frequenza di rotazione delle fonti proteiche e al consumo di porzioni equilibrate, in modo da preservare e promuovere la salute dei bambini.

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ALIMENTAZIONE CONSIGLIATA IN CASO DI MONONUCLEOSI

La mononucleosi è una malattia infettiva appartenente alla stessa famiglia di quello della varicella. Ad essere infettati sono i linfociti B, cellule del sistema immunitario, principalmente mediante saliva, ecco perché questa malattia è nota nell’immaginario collettivo anche come malattia del bacio. La fascia di età maggiormente colpita è quella fra i 15 ed i 25 anni ma non di rado, anche gli adulti ne sono interessati.

 Nel caso dei bambini, specie quelli di età prescolare, una causa particolarmente diffusa sta nello scambio di giochi nel momento in cui sono portati alla bocca. Il più delle volte, i sintomi della mononucleosi sono scambiati per una comunissima influenza.

Tra i sintomi più diffusi vi sono: forte nausea, mal di testa con giramenti, debolezza, mal di gola, febbre e vomito. Nei casi più complessi, non si esclude la diarrea. In questo stato di malessere generale, la mononucleosi viene riconosciuta dai medici anche per via dell’ingrossamento della milza e dei linfonodi del collo.

 Non c’è una connessione vera e propria  tra l’alimentazione e la guarigione da questa malattia che debilita l’organismo. Tuttavia una dieta sana ed equilibrata, insieme ad un’alimentazione basata su cibi nutrienti e genuini lo ristabiliscono, riducendo le tempistiche di recupero.

Nei casi di vomito, nausea e febbre, è opportuno che:

  • i pasti siano frequenti: sono consigliati  pasti piccoli e leggeri che non ostacolino la digestione.
  • che si beva molto: bere tanta acqua aiuta a mantenere una buona idratazione. L’acqua idrata l’organismo riabilitandolo e facilita lo smaltimento delle tossine in eccesso.
  • che i cibi ingeriti siano  digeribili: ricchi di potassio e di acidi grassi come gli Omega 3. Tutti i cibi contenenti Omega 3 fanno bene alla salute, specie nei casi di mononucleosi perché  fungono da molecole antiinfiammatorie. Oltre al pesce azzurro, una variante valida sono i semi di lino, in quanto oleosi, o le alghe. Occorre evitare cibi fritti, insaccati, formaggi e tutti quei cibi contenenti grassi saturi. Privilegiare carni bianche, come pollame e pesce azzurro e frutta e verdura. Un ruolo determinante nel processo di guarigione lo giocano, infatti, gli ortaggi che, per essere altamente digeribili, non devono avere la buccia. Anche le fibre, sotto questo aspetto, sono essenziali, a patto che non si esageri.
  • Assumere nutrienti essenziali che hanno la funzione di supportare il sistema immunitario.
  • Da preferire le cottura al vapore: mantengono  al meglio le proprietà organolettiche e nutrizionali dei cibi, oltre che i sapori degli alimenti. Altre valide opportunità sono la lessatura e la cottura a bagnomaria. Cotture troppo lunghe o cotture al sangue, come nel caso dei filetti, vanno tassativamente evitate.
  • consumare alimenti che contengono antiossidanti . In particolar modo, zinco, selenio, vitamina A, C ed E non devono mai mancare nei pasti consumati a tavola, perché proteggono il sistema immunitario da una condizione di stress di natura ossidativa. Anche le vitamine C e D sono utili a contrastare le infezioni o i più comuni sintomi del raffreddore.

Molto consigliati sono anche i condimenti e le erbe. Un cucchiaino massimo due di olio extra vergine di oliva  contribuisce a rendere i secondi piatti più digeribili. Le erbe invece sono utili a riabilitare l’organismo a fronte dell’infezione.

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LE BRUTTE ABITUDINI CHE FANNO INGRASSARE

A volte capita che nonostante si segua dieta per perdere peso, l’ago della bilancia non scende, anzi, addirittura sale. Questo dipende da alcune cattive abitudini che fanno ingrassare e che noi inconsapevolmente usiamo, spesso anche quotidianamente.

Sono diverse le cattive abitudini che fanno ingrassare, vediamo le principali:

  • Bere poca acqua: la maggior parte di noi non beve la giusta quantità di acqua  necessaria per il nostro fabbisogno giornaliero. Bisognerebbe bere almeno due litri di acqua al giorno, una buona idea sarebbe quella di suddividere l’acqua in tre bottigliette, da bere una al mattino, una nel pomeriggio e l’altra la sera.
  • Mangiare solo ai pasti principali: per mantenere la linea evitando picchi di insulina tra un cibo e l’altro, è corretto inserire uno spuntino a metà mattina e uno a metà pomeriggio. Bisogna preferire cibi leggeri, come frutta, yogurt, centrifugati di frutta o verdura.
  • Scegliere solo cibi light: tutti noi crediamo che quando si intraprende una dieta, la prima cosa da fare è quella di consumare solo cibo light. Anche se contengono meno zuccheri e meno grassi, spesso possono portare a voler mangiare di più. Meglio quindi scegliere alimenti sani, magari in dosi limitate, in modo da soddisfare il gusto e non compromettere la linea.
  • Saltare la colazione: la colazione è il pasto principale della giornata, indispensabile per dare energia al corpo appena sveglio. Saltandola, si incentiva lo stomaco a chiedere cibo in continuazione.
  • Bere bevande alcoliche: le bevande alcoliche sono ricche di calorie e quindi contribuiscono a far aumentare il nostro peso corporeo. Quindi, limitare al minino i consumo di alcolici o, se possibile, evitare di berli.
  • Spizzicare durante tutta la giornata: evitare frequenti e continui spuntini durante la giornata.
  • Dormire poco o male: l’insonnia e lo stress sono i peggiori nemici delle diete. Non solo meno dormiamo e più mangiamo, ma il nostro corpo ha bisogno di riposo per poter recuperare le energie consumate durante il giorno.
  • Mangiare al lavoro: evitare distributori di snack a lavoro anche se la tentazione può essere forte.
  • Limitare la scelta degli alimenti: spesso quando si inizia una dieta, oltre a diminuire le quantità delle porzioni, si limita anche la varietà del cibo e si tende a consumare sempre gli stessi alimenti. Questo limita l’assunzione di vitamine e minerali necessarie per il benessere dell’organismo. Si consiglia, quindi una dieta il più possibile varia ed equilibrata.
  • Mangiare in fretta: Mangiando di corsa, a grandi morsi e senza masticare, si ingrassa di più. Meglio mangiare con calma, gustando i piatti e masticando lentamente, perché si gusta di più il cibo e si raggiunge prima il senso di sazietà.
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GLI USI ALIMENTARI DELL’OLIO DI MANDORLE

L’olio di mandorle dolci è molto ricco di nutrienti e viene utilizzato con ottimi risultati sia nella cosmetica che nell’alimentazione. Per mantenere inalterate le sue proprietà si effettua in genere una spremitura a freddo. Un meccanismo che permette l’estrazione del prezioso olio senza utilizzare solventi chimici o alte temperature e senza compromettere i suoi numerosi nutrienti.

E’ molto ricco di vitamine, in particolare del gruppo B, proteine, sali minerali, acidi grassi e fitosteroli, nutrienti che lo rendono ideale per combattere l’invecchiamento della pelle e che favoriscono allo stesso tempo il rinnovamento cellulare.

È elasticizzante, emolliente, idratante e nutriente. Per la sua delicatezza può essere utilizzato anche sulla pelle di bambini e neonati. Ha una velocità di deterioramento piuttosto alta, ecco perché viene spesso addizionato alla vitamina E che ha un alto potere di preservazione.

Grazie ai suoi preziosi  nutrienti l’olio di mandorle dolci ha numerosi benefici, vediamo quali:

  • Molto utilizzato in ambito cosmetico: Pelle e capelli sono quelli che godono di più dell’applicazione regolare dell’olio di mandorle dolci, ma viene utilizzato anche per contrastare le smagliature e per proteggere la pelle screpolata delle mani.
  • Può essere utilizzato per i trattamenti del viso: Applicare con regolarità l’olio sul viso contrasta l’arrivo delle rughe, inoltre l’olio di mandorle è un ottimo detergente.
  • E’ consigliato per la pulizia del cavo orale, come detergente intimo in quanto ha un effetto tonificante e nutriente anche sulle parti intime. Possiede  proprietà antinfiammatorie, antisettiche oltre ad essere calmante e rigenerante.
  • Molto utilizzato in gravidanza: L’olio di mandorle dolci è uno dei pochi prodotti che una futura mamma può usare in tranquillità durante la gravidanza. Applicato con delicatezza sulla pancia e sui fianchi aiuta a mantenere la pelle elastica e a contrastare l’arrivo delle smagliature, quelle piccole lesioni cutanee che si generano quando la pelle è sottoposta ad un forte stress.

Gli usi alimentari

L’olio di mandorle dolci può essere utilizzato anche come integratore alimentare. Svolge, infatti, un’azione emolliente e lenitiva del sistema digerente. Secondo la tradizione yogica, tutto ciò che è oleoso ci aiuta a eliminare le tossine. L’olio di mandorle dolci, assieme a quello di cocco e di sesamo, viene consigliato per la pulizia quotidiana del cavo orale fatta attraverso applicazioni di olio come  collutorio.

Nell’antica Medicina Tradizionale Cinese, inoltre, viene utilizzato per proteggere intestino e vie aeree. Può essere utilizzato a crudo  per condire insalate e pietanze varie.

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