
Il glicine rappresenta la frontiera più scenografica e sorprendente della cucina con i fiori spontanei. Sebbene siamo abituati a considerarlo solo una pianta ornamentale dal profumo inebriante, i suoi grappoli viola nascondono un potenziale gastronomico unico.
Prima di accendere i fornelli, è vitale una precisazione: del glicine si mangiano esclusivamente i petali.
Tutte le altre parti della pianta fusti, radici, foglie e soprattutto i baccelli con i semi contengono visterina, una saponina tossica che può causare gravi disturbi gastrointestinali. Pertanto, la pulizia dei grappoli deve essere meticolosa, eliminando ogni traccia di verde.
I fiori di glicine hanno un sapore che rispecchia il loro profumo: dolce, leggermente mielato, con una consistenza croccante e un retrogusto che ricorda vagamente i piselli freschi.
Oltre all’aspetto estetico, i fiori di glicine sono ricchi di oli essenziali e flavonoidi. Nella tradizione orientale, vengono spesso utilizzati per preparare infusi rilassanti.
I grappoli vanno raccolti quando sono appena aperti: i fiori troppo maturi tendono a diventare amari e a perdere la consistenza croccante. Come per ogni fiore edibile, occorre evitare le piante trattate con pesticidi o esposte allo smog cittadino.
Come Cucinare i Petali di Glicine
La versatilità del glicine permette di spaziare dal dolce al salato con risultati sorprendenti:
Frittelle di Glicine (Il Classico): È la preparazione più amata. I grappoli interi (privati del gambo legnoso) o i singoli fiori vengono immersi in una pastella leggera di acqua frizzante e farina e fritti velocemente. Il calore sprigiona un aroma floreale irresistibile.
Sciroppo e Gelatine: Bollendo i petali con acqua e zucchero si ottiene uno sciroppo dal colore lilla delicato, perfetto per aromatizzare cocktail, sorbetti o per bagnare torte soffici.
Insalate Gourmet: I fiori crudi, sparsi sopra un’insalata di misticanza o abbinati a un formaggio caprino, aggiungono una nota di colore e una dolcezza vegetale che bilancia l’acidità dei condimenti.
Risotti e Frittate: Aggiunti solo negli ultimi due minuti di cottura, i petali mantengono il colore e donano al piatto un aspetto regale e un profumo primaverile.
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Autore Sono Concetta (Tina) Cultrera, mi occupo di Nutrizione ed intolleranze. Presso il mio studio eseguo prestazioni di misurazioni antropometriche, valutazione del fabbisogno energetico, indagini alimentari per evidenziare eventuali abitudini alimentari scorrette, educazione e riabilitazione nutrizionale nelle obesità nelle magrezze, nelle patologie metaboliche.